Neve a Falcade, sulle Dolomiti bellunesi (Ansa)
Neve a Falcade, sulle Dolomiti bellunesi (Ansa)

Bolzano, 29 aprile 2019 - Le previsioni meteo non hanno sbagliato: neve e maltempo al Centro Nord, praticamente un colpo di coda dell'inverno che sulle Dolomiti ha regalato paesaggi da cartolina. Le montagne si presentano imbiancate come quasi mai durante la stagione fredda, mentre gli impianti di risalita ormai sono chiusi. Ai Prati di Croda Rossa, sopra Sesto, si registrano 80 cm di neve, alla malga Rossalm a 2164 metri di quota nei pressi di Braies 70 cm. La neve è però scesa anche fino a valle, con 40 cm a Sesto e 35 a San Candido. 

Sulle Dolomiti venete sono caduti nelle ultime ore sino a 80 centimetri di neve fresca. Il dato viene dall'Arpav di Arabba (Belluno) e si riferisce alla neve fresca delle ultime 24 ore. Lo strato più alto riguarda il Passo Mauria (75 centimetri), Cortina (60), Pecol (57), il Nevegal (60) e l'Alpago (76). Con le ultime precipitazioni nevose, lo strato bianco ha raggiunto un'altezza di 154 centimetri a Misurina, 176 a Cortina, 164 ad Arabba e 154 ad Alleghe.

Con la caduta di un terzo di precipitazioni in meno nel primo trimestre dell'anno, "il ritorno della neve sulle montagne è importante per ripristinare le scorte idriche", ma - informa la Coldiretti - "i violenti nubifragi accompagnati da grandine che si sono abbattuti a macchia di leopardo hanno provocato pesanti danni nelle campagne provate da un lungo periodo di siccità". E' quanto emerge dal primo bilancio della Coldiretti sugli effetti dell'ultima ondata di maltempo che si è esteso dopo aver colpito frutteti, vigneti, ortaggi e cereali delle regioni del Nord, dalla Lombardia alla Liguria, dal Veneto al Friuli. "Le precipitazioni sono importanti in questa fase - sottolinea Coldiretti - per ripristinare le scorte di neve e acqua sulle montagne, negli invasi, nei laghi, nei fiumi e nei terreni, per gli usi civici e per lo sviluppo primaverile delle coltivazioni. Ma a provocare danni sono i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente In particolare molto pericolosa è la grandine, l'evento più temuti dagli agricoltori in questo momento perché i chicchi che si abbattono sulle verdure e sui frutteti spogliano le piante compromettendo i raccolti".