Maltempo nel Bresciano, un frame di un video dei vigili del fuoco
Maltempo nel Bresciano, un frame di un video dei vigili del fuoco

Roma, 12 giugno 2019 - Prima dell'ondata di caldo annunciata dalle previsioni meteo, il maltempo colpisce duramente il Nord Italia. Lunedì e martedì è stato in particolare il Piemonte a essere colpito da grandine e temporali, nelle ultime ore invece è toccato alla Lombardia. Domani il tempo migliorerà, ma ci sarà un'impennata delle temperature, che al Sud supereranno i 40 gradi. Al Settentrione si farà sentire l'afa. Intanto non si contano i danni e le situazioni critiche tra Lecco, Sondrio, Como e Brescia. Si aspetta la conta dei danni, con le segnalazioni da tutte le province: Regione Lombardia intende chiedere lo stato di emergenza. L'annuncio è arrivato da Pietro Foroni, assessore al territorio e protezione civile della Regione Lombardia. Il maltempo ha colpito ieri sera parte della provincia di Brescia e Bergamo, in particolare la zona della Valcamonica. Questa mattina invece l'emergenza si e' registrata in provincia di Lecco e di Sondrio.

Emergenza maltempo nel Lecchese

Situazione di emergenza con case e ditte evacuate a Premana, Primaluna e Dervio, in provincia di Lecco. Sono esondati in vari punti i torrenti Varrone e Pioverna. Pesantissimi disagi in particolare a Premana, in alta Val Varrone e nella zona più a nord della Valsassina. A Dervio sono state evavcuate 800 persone, che hanno fatto rientro nelle loro abitazioni soltanto nel tardo pomeriggio. Mobilitazione generale per Vigili del fuoco, Carabinieri e nuclei di pronto intervento della Protezione civile con centinaia di volontari. Particolarmente ingenti i danni materiali. Il centro abitato di Premana, in alta Valvarrone, attualmente è isolato a causa dello smottamento di fango e detriti avvenuto questa mattina e per una serie di esondazioni. Interrotto anche il collegamento tra Premana e Pagnona e anche in quest'ultimo centro montano si registrano pesanti danni e l'esondazione del torrente Varroncello. Danni anche nel settore rivierasco nord della provincia di Lecco, in comuni come Dervio, affacciato sul ramo lecchese del Lago di Como.

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Esonda il Lago di Como

A causa delle piogge degli ultimi giorni e dello scioglimento della neve in Valtellina, a Como è esondato il lago. È stato chiuso al traffico completamente il lungolago in seguito all'innalzamento del livello del Lario, salito in un giorno di venti centimetri.

Sondrio: frane, fango, detriti

Frane, allagamenti e strade interrotte a causa del maltempo in provincia di Sondrio. La situazione più critica in Valle Spluga. Il by pass di Gallivaggio, in territorio di San Giacomo Filippo, aperto dopo la maxi frana di un anno fa che danneggiò parzialmente il santuario, è letteralmente inondato: fango e detriti trascinati dal torrente Liro hanno invaso la carreggiata in entrambi sensi di marcia e quindi il transito è interrotto. Una frana, sempre per i violenti temporali, è caduta in località Isola sulla statale 36 dello Spluga, fra Campodolcino e Madesimo, ora non facilmente raggiungibili dalla Lombardia. Paura anche in Valtellina, in particolare a Delebio (Sondrio), dove il torrente Lesina è gonfio d'acqua e rischia di esondare. Sul posto, come in Valchiavenna, diversi mezzi dei Vigili del fuoco e personale Anas per valutare anche in questo caso l'eventuale chiusura della strada. L'Anas ha disposto anche la chiusura della strada statale 36 all'altezza di Samolaco per l'esondazione di due torrenti, Lobia e Pisarota, che costeggiano la carreggiata.

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Darfo (Brescia), grandinata a giugno: chicchi grandi come noci

Merano, albero su mamma e figlio: gravissimi

Ieri a Merano un albero schiantato a terra durante un temporale ha colpito una mamma e suo figlio di tre anni originari della Germania. Sono rimasti feriti. Il piccolo è stato trasportato con l'elicottero Pelikan 1 all'ospedale di Bolzano mentre la donna si trova ricoverata a Merano.

Coldiretti: danni per la grandine

Bombe di grandine sul Nord Italia con chicchi giganti hanno colpito a macchia di leopardo il Nord Italia devastando le coltivazioni agricole come frumento, orzo, mais, piselli, fatto strage di piantine di pomodoro, zucche, piante, fiori e ortaggi, mentre negli alpeggi è andato distrutto il foraggio per le mucche che dovevano salire sui pascoli di montagna. E' quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti delle ultime tempeste di ghiaccio e acqua che hanno fatto salire di un metro nelle ultime 24 ore il livello del Po al Ponte della Becca ed esondare il lago di Como e corsi d'acqua. La grandine che - sottolinea la Coldiretti - è l'evento più temuto dagli agricoltori in questo momento perché provoca danni irreparabili alle coltivazione mandando in fumo un intero anno di lavoro, ha investito dalla Bergamasca al Cremonese, dal Bresciano al Mantovano, da Varese a Lecco mentre la Valle Spluga e Valchiavenna in provincia di Sondrio sono sott'acqua e per le piogge torrenziali con frane e smottamenti. Le intense precipitazioni hanno fatto innalzare il livello di fiumi e gonfiato i grandi laghi verso valori massimi come quello Maggiore che secondo l'analisi della Coldiretti ha raggiunto un grado di riempimento al 111%, quello di Garda al 97% e quello di Como che è al 90% ha addirittura allagato una corsia del Lungolario. In attesa del grande caldo gli ultimi temporali aggravano dunque il drammatico conto dei danni nelle campagne dove una pazza primavera rischia di far perdere un frutto su quattro. Dall'inizio del 2019, spiega Coldiretti, in Italia sono state registrate ben 86 grandinate, più di una ogni due giorni, con un balzo del 48% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo i dati Eswd, la banca dai degli eventi estremi in Europa. Sono gli effetti di una tendenza alla tropicalizzazione che, conclude la Coldiretti, si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali e bombe d'acqua i cui effetti si fanno sempre più devastanti

Previsioni del tempo: temperature oltre 40°

Intanto l'Anticiclone africano sta cominciando a muovere il suo baricentro verso Nord con l'intento di conquistare gran parte del nostro Paese. Da giovedì cesseranno le correnti instabili che hanno cinvolto il Nord e su alcuni tratti del Centro. E' dunque imminente una super ondata di caldo che porterà le temperature a salire fino a 42°C. IlMeteo.it avvisa che il caldo da bollino rosso lo troveremo ancora una volta sulle due Isole Maggiori dove fra giovedì e soprattutto venerdì si toccheranno punte prossime ai 42° nelle aree interne. Qualche grado in meno lo troveremo sul resto del Mezzogiorno dove le aree più calde saranno quelle della Puglia con picchi intorno ai 37-38°. Le temperature aumenteranno però anche al Centro Nord, ma senza toccare valori così elevati. Al Centro le regioni più calde saranno Toscana e Lazio con 38° a Firenze e 35° a Roma. Al Nord la presenza del forte tasso di umidità manterrà decisamente elevato il fenomeno dell'afa. Fra le città più calde troveremo Milano, Bolzano, Trento e Bologna con termometri attestati ai 34-35° ma con indici di disagio bio-climatico alle stelle, qualche grado in più addirittura sul triestino con punte fino a 36-37°.