7 apr 2022

Zero al Massimo: mezzo secolo di rivoluzioni pop

Una serie di show a settembre a Roma per celebrare una carriera di trasgressione e poesia: "Di Renato ce n’è uno, unico e originale"

andrea spinelli
Magazine
Renato Zero (72 anni il 30 settembre): domani il nuovo album, poi 4 show-evento
Renato Zero (72 anni il 30 settembre): domani il nuovo album, poi 4 show-evento
Renato Zero (72 anni il 30 settembre): domani il nuovo album, poi 4 show-evento

di Andrea Spinelli Renatissimo. Per celebrare il suo mezzo secolo di carriera Zero il 24, 25, 26 e 30 settembre si accampa al Circo Massimo per raccontare ai fan la “favola sua“ con le canzoni, i costumi, le invenzioni di quattro notti focalizzate sui suoi cinque decenni di palcoscenico. Anche se il primissimo 45 giri Non basta sai, prodotto da Gianni Boncompagni e musicato da Jimmy Fontana, risale al 1967. Leggenda narra che vendette venti copie, prodromo dell’avventura discografica avviata cinque anni dopo da No! Mamma, no!, pietra filosofale di una carriera che ha mutato il corso della musica italiana prendendo di petto i pregiudizi e anticipando con la sua dance visionaria, gli abiti stravaganti, le esplicite ambiguità sessuali, l’ironia e il coraggio della trasgressione e al contempo la poetica vicinanza agli outsider, ai deboli, agli “ultimi“ della società, i mutamenti del pensiero di due generazioni. "Sono settant’anni che mi sto cercando e, forse, mi troverò al Circo Massimo, un premio alla mia romanità: voglio farmi gladiatore per conquistare ancora una volta l’applauso" ha spiegato lui ieri pomeriggio sotto la statua di Marco Aurelio dei Musei Capitolini. In realtà il prossimo 30 settembre "‘sto capolavoro!", come si definisce scherzando, di anni ne compie 72: la celebrazione ha dovuto attendere l’allentarsi della stretta pandemica e lasciare spazio alla scrittura di un nuovo album, anzi di un oratorio, Atto di fede, 19 brani inediti e una serie di pensieri e riflessioni. Dunque, “sorcini in festa“: Renato Zero torna sui palcoscenici. "Sono stato lontano dal palco, ma vicino al marciapiede e questo mi ha mantenuto vivo. A noi artisti è mancato il palco, ma anche il camerino dove si formano le idee. E poi è un momento incui ci siamo ammalati di silenzio, di indifferenza. Ci siamo addormentati. E questo lascia spazio a individualismo, ...

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