9 gen 2022

ZAVATTINI E IL PO LA STORIA I RICORDI

"Questo è il Po, viene da Cremona, va verso il paese di Luzzara che dista circa quattordici chilometri e confina con la Lombardia. Il ponte di barche si chiama di Viadana, Viadana non si vede ma sta subito a destra, a sinistra ci sono invece Brescello e Boretto, distanti pochi chilometri l’uno dall’altro, sotto l’argine maestro che da qui porta a Parma con mezz’ora d’automobile. Sulla carta geografica, scala 1:1 500 000, dentro lo spazio di una moneta da dieci lire messa sopra Luzzara c’entra il Po col tratto Viadana-Borgoforte e parecchi paesi, di qua Gualtieri, Correggio, Poviglio, Novellara, Reggiolo, Gonzaga, Carpi, Luzzara e Suzzara e di là Viadana, Dosolo, Sabbioneta, Pomponesco, Borgoforte, San Benedetto Po". La descrizione è del 1955, la firma è quella di Cesare Zavattini, l’intramontabile intellettuale emiliano, sceneggiatore e mille altre cose ancora, scomparso 32 anni fa e di cui nel 2022 ricorre il 120° della nascita. Nel 1953 il fotografo americano Paul Strand gli propose di fare insieme un libro e Zavattini scelse alla fine di puntare l’obiettivo sul borgo natale (foto a sinistra, in basso). Ne uscì ’Un paese’ che oggi, a 66 anni di distanza, è un classico senza tempo per chi voglia conoscere la zona e i suoi abitanti (Einaudi ne ha curato una recente riedizione integrale che consente al viaggiatore di oggi di fare un parallelo iconografico impareggiabile tra passato e presente). Perché se oggi le lire non esistono più, basta sostituire la moneta da dieci lire con quella da due centesimi sulla carta geografica per circoscrivere quel piccolo mondo che è specchio dello spirito di un popolo e dei ritmi padani legati alla terra. Quella terra che, allora come ora, dona alla cucina culatello, bolliti, lambruschi ("il duro, nero di Oltrepo’, il rosso di verso le colline reggiane la cui schiuma brucia via subito", li descrive Zavattini).

Da Casalmaggiore a Borgoforte, oggi, passa anche la tappa numero 9 delle ciclovie del Po. L’itinerario si sviluppa lungo la sponda sinistra prevalentemente su strade arginali chiuse al traffico. Attraversando un paesaggio prevalentemente agricolo s’incontra il centro storico di Viadana e subito dopo Pomponesco, la cui bella piazza centrale è circondata da portici. Proseguendo verso Dosolo s’incontra la Riserva Naturale Garzaia di Pomponesco e poco oltre la graziosa frazione di Correggioverde. Superati Dosolo, Villastrada e Cizzolo, ecco la confluenza dell’Oglio in Po nei pressi di San Matteo delle Chiaviche, imponente complesso di idrovore costruito per prevenire le continue inondazioni (vi ha sede l’Ecomuseo Terre d’acqua tra Oglio e Po). Qui, dal 25 novembre, è tornato percorribile il ponte di barche di Torre d’Oglio, quasi un unicum in Italia, costruito nel 1926 (lo stesso evocato da Zavattini).

Sul fronte emiliano Brescello è entrato nella leggenda grazie alle guareschiane dispute letterarie e poi cinematografiche tra Peppone e Don Camillo mentre il confinante Gattatico ha vissuto a fine dicembre un emozionante 78° anniversario dell’eccidio dei Fratelli Cervi, i sette figli di papà Alcide trucidati al Poligono di Tiro di Reggio Emilia il 29 dicembre del 1943 insieme a Quarto Camurri. Dopo due anni di lavori il casolare nel quale vivevano Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore è diventato Museo Cervi. Linguaggio multimediale per ricordare la storia ma anche il valore sempiterno delle loro idee e del sacrificio delle loro giovani vite con approfondimenti sulla famiglia, le origini contadine ma anche sullo spirito innovatore nella conduzione della loro azienda agricola e d’allevamento. Sul trattore portavano un mappamondo che è in mostra nella prima stalla, in una sala chiamata ’Tra terra e sogno’ (foto a sinistra, in alto). Quello della libertà che le voci di Moni Ovadia, Ottavia Piccolo e Marco Rovelli rendono perenne nella memoria collettiva.

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