L’amore per il cinema europeo, l’importanza della sala, l’antipatia per le serie tv ("ma mia moglie le guarda"), la paura per il futuro del cinema che forse si vivrà solo nel salotto di casa e, infine, anche un nuovo film da girare a Parigi che ricorda Match Point. Così alle otto di mattina un Woody Allen, in camicia celeste e ancora più fragile per i suoi 85 anni, si racconta via Zoom per presentare il suo Rifkin’s Festival, in sala da domani con Vision Distribution.

Allen è già proiettato nel futuro, ma la sua vera paura resta il futuro del cinema. "A causa dell’emergenza sanitaria le persone sono rimaste a casa e hanno pensato di poter fare a meno della sala cinematografica. Che vado a fare al cinema, dicono, quando premendo un pulsante il film lo vedo a casa mia sul mio grande schermo con immagini nitide e un’ottima acustica? Ma quanto è diverso vedere Il padrino o I Blues Brothers insieme a 500 persone in una sala buia, piuttosto che stare a casa sul divano con il telefono che squilla!"