10 apr 2022

Wilder voleva fare il reporter: nessuno è perfetto

Gli avventurosi anni Venti del regista: prima di Hollywood, insegue il sogno del giornalismo tra Vienna e Berlino. Con brillanti reportage

matteo massi
Magazine
Billy Wilder ( 1906 - 2002) con la sua “musa“ Marilyn Monroe (. 1926 - 1962)
Billy Wilder ( 1906 - 2002) con la sua “musa“ Marilyn Monroe (. 1926 - 1962)
Billy Wilder ( 1906 - 2002) con la sua “musa“ Marilyn Monroe (. 1926 - 1962)

di Matteo Massi Un inviato speciale si aggira nell’Europa degli anni Venti. Si chiama Samuel Wilder, ma tutti lo chiamano Billie. È nato in Galizia nel 1906. Non quella Galizia che conosciamo ora ma quella che fu uno degli ultimi retaggi dell’Impero Austroungarico e che ora corrisponde all’incirca alla Polonia. Vuole fare il giornalista, ma inizia con i cruciverba. E parecchi anni dopo, quando per tutti sarà diventato Billy Wilder, re della commedia americana, dirà: "Quello di cui vado più fiero, non sono i premi, ma il fatto che il mio nome sia apparso due volte nel cruciverba del New York Times, una volta il 17 orizzontale e una volta il 21 verticale". Ma il giovane Billie (pronunciato alla tedesca), con un diploma ginnasiale in tasca, non si accontenta di comporre domande per le parole crociate. Ha un sogno americano che, di certo, all’epoca non prevede che si realizzerà nel giro di qualche lustro, ma per altre vie. Perché lui è convinto di voler diventare un corrispondente estero. Ma per mantenersi si accontenta di fare il giornalista mal pagato, come racconterà sul finire dei suoi giorni, ma non ancora sul Sunset Boulevard, al regista Cameron Crowe. "Quello che sapevo è che non volevo studiare legge, così come invece avrebbe voluto mio padre". Il papà di Billie si chiama Max, la mamma Eugenia: la famiglia è ebraica-ashkenazita e madrelingua yiddish. I genitori hanno un negozio di dolciumi a Sucha, in Galizia appunto, ma poi decidono di trasferirsi a Vienna. Nella capitale austriaca, il Dopoguerra della Grande Guerra, c’è un dibattito culturale ancora molto vivace. Lo stesso Wilder, nel 1963, probabilmente mentendo spudoratamente dirà che "nella stessa mattina ero capace di intervistare Sigmund Freud, Arthur Schnitzler e Richard Strauss". Non ci sono prove che in qualche modo confermino le parole di Wilder. C’è però un ...

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