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14 lug 2021
14 lug 2021

Truffe su WhatsApp: ecco 5 consigli per difendersi

Un rapporto di Kaspersky rivela che quasi il 90% dei tentativi di frodi sul web sono su WhatsApp

14 lug 2021
Il phishing anche sugli smartphone
Il phishing anche sugli smartphone
Il phishing anche sugli smartphone
Il phishing anche sugli smartphone

Link dannosi, tentativi di truffe , virus informatici, richieste di codici di accesso o dati finanziari : la gran parte dei tentativi più comuni di  phishing – le frodi su internet per ottenere dati riservati – avvengono con link inviati come messaggi nella chat di messaggistica di proprietà di Facebook. L’analisi, effettuata dall’azienda russa Kaspersky , che si occupa di antivirus e sicurezza sul web, mettono WhatsApp al primo posto tra le piattaforme di condivisione utilizzate dai truffatori. Per difendersi ecco la guida in 5 mosse.

I dati della ricerca


Non sono più i social network e le caselle mail le piattaforme nelle quali si verificano più truffe. Le app di messaggistica , sempre più usate e popolari, si prestano alla perfezione alla condivisione di l ink virali che possono essere molto pericolosi per gli utenti; proprio per questo, sono sempre più utilizzate dai cyber criminali.
La ricerca condotta da Kaspersky tra i suoi utenti ha rivelato che il maggior numero di link dannosi rilevati tra dicembre 2020 e maggio 2021 sono stati inviati tramite WhatsApp (89,6%), seguita da Telegram (5,6%). L’app Viber è al terzo posto con una percentuale del 4,7%, Hangouts – di proprietà di Google – è al quarto posto con l'1%.


Il primato della chat verde deriva molto probabilmente anche dal fatto che WhatsApp è di gran lunga l’app di messaggistica più usata al mondo e quindi i casi di truffe sono naturalmente più ampi.
A livello globale - nel periodo tra dicembre 2020 e maggio 2021 - sono stati registrati ben 480 casi di frodi sul web al giorno e 91.242 click anonimi sui link di phishing nelle applicazioni di messaggistica.

 

Come difendersi dal phishing in 5 mosse


1. Attenzione agli errori ortografici
Errori di ortografia, traduzioni fatte male e parole o frasi scritte in modo sbagliato devono essere sempre un campanello d’allarme . Dietro gli errori – a volte quasi impercettibili - possono celarsi link corrotti.

2. Diffidare dalle catene
Le catene di condivisione sono una pratica molto comune sfruttata dai truffatori per chiedere di condividere link dannosi con i propri contatti e fare in modo che sembrino sicuri agli occhi di chi li riceve (in quanto inviati da qualcuno che si conosce). Il consiglio è quello di non condividere mai link sospetti con i propri contatti.

3. Attenzione ai siti “famosi” con link contraffatti
I truffatori usano spesso WhatsApp e altri servizi di messaggistica per comunicare con utenti che hanno trovato tramite siti affidabili (ad esempio, su vari marketplace e siti di booking) e inviano messaggi dannosi sfruttando proprio il nome di questi siti. Anche se i messaggi e i siti web sembrano reali, i collegamenti ipertestuali, molto probabilmente, conterranno errori di ortografia o reindirizzeranno ad altri siti. Controllarli bene e evitare di cliccarci sopra.



4. Non fidarsi di nessuno
Anche se un messaggio o una email proviene da persone fidate , ricordarsi sempre che anche gli account degli amici potrebbero essere stati compromessi. Anche se un messaggio usa toni amichevoli è sempre consigliabile controllare link e allegati prima di aprirli.

5. Usare tool che in grado di scovare le truffe
Installare un’app capace di vigilare sui link ricevuti e su tutti i messaggi che transitano nella chat di messaggistica può essere un ottimo rimedio per prevenire il phishing.

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