Il phishing anche sugli smartphone
Il phishing anche sugli smartphone

Link dannosi, tentativi di truffe, virus informatici, richieste di codici di accesso o dati finanziari: la gran parte dei tentativi più comuni di phishing – le frodi su internet per ottenere dati riservati – avvengono con link inviati come messaggi nella chat di messaggistica di proprietà di Facebook. L’analisi, effettuata dall’azienda russa Kaspersky, che si occupa di antivirus e sicurezza sul web, mettono WhatsApp al primo posto tra le piattaforme di condivisione utilizzate dai truffatori. Per difendersi ecco la guida in 5 mosse.

I dati della ricerca


Non sono più i social network e le caselle mail le piattaforme nelle quali si verificano più truffe. Le app di messaggistica, sempre più usate e popolari, si prestano alla perfezione alla condivisione di link virali che possono essere molto pericolosi per gli utenti; proprio per questo, sono sempre più utilizzate dai cyber criminali.
La ricerca condotta da Kaspersky tra i suoi utenti ha rivelato che il maggior numero di link dannosi rilevati tra dicembre 2020 e maggio 2021 sono stati inviati tramite WhatsApp (89,6%), seguita da Telegram (5,6%). L’app Viber è al terzo posto con una percentuale del 4,7%, Hangouts – di proprietà di Google – è al quarto posto con l'1%.
Il primato della chat verde deriva molto probabilmente anche dal fatto che WhatsApp è di gran lunga l’app di messaggistica più usata al mondo e quindi i casi di truffe sono naturalmente più ampi.
A livello globale - nel periodo tra dicembre 2020 e maggio 2021 - sono stati registrati ben 480 casi di frodi sul web al giorno e 91.242 click anonimi sui link di phishing nelle applicazioni di messaggistica.



 

Come difendersi dal phishing in 5 mosse


1. Attenzione agli errori ortografici
Errori di ortografia, traduzioni fatte male e parole o frasi scritte in modo sbagliato devono essere sempre un campanello d’allarme. Dietro gli errori – a volte quasi impercettibili - possono celarsi link corrotti.

2. Diffidare dalle catene
Le catene di condivisione sono una pratica molto comune sfruttata dai truffatori per chiedere di condividere link dannosi con i propri contatti e fare in modo che sembrino sicuri agli occhi di chi li riceve (in quanto inviati da qualcuno che si conosce). Il consiglio è quello di non condividere mai link sospetti con i propri contatti.

3. Attenzione ai siti “famosi” con link contraffatti
I truffatori usano spesso WhatsApp e altri servizi di messaggistica per comunicare con utenti che hanno trovato tramite siti affidabili (ad esempio, su vari marketplace e siti di booking) e inviano messaggi dannosi sfruttando proprio il nome di questi siti. Anche se i messaggi e i siti web sembrano reali, i collegamenti ipertestuali, molto probabilmente, conterranno errori di ortografia o reindirizzeranno ad altri siti. Controllarli bene e evitare di cliccarci sopra.

4. Non fidarsi di nessuno
Anche se un messaggio o una email proviene da persone fidate, ricordarsi sempre che anche gli account degli amici potrebbero essere stati compromessi. Anche se un messaggio usa toni amichevoli è sempre consigliabile controllare link e allegati prima di aprirli.

5. Usare tool che in grado di scovare le truffe
Installare un’app capace di vigilare sui link ricevuti e su tutti i messaggi che transitano nella chat di messaggistica può essere un ottimo rimedio per prevenire il phishing.