Nicole Grimaudo (nei panni di Rossana Podestà) e Alessio Boni (Walter Bonatti)
Nicole Grimaudo (nei panni di Rossana Podestà) e Alessio Boni (Walter Bonatti)
di Barbara Berti "La prima volta che ho messo piede sul palcoscenico, per un provino per Gabriele Lavia, ho sentito il fuoco dentro. Quel palco mi ha trasmesso quelle emozioni che la cima del K2 ha dato a Walter Bonatti". Parola dell’attrice Nicole Grimaudo (41 anni), protagonista femminile di Sul tetto del mondo – Walter Bonatti e Rossana Podestà, la docuficion (una produzione Stand by me in collaborazione con Rai Fiction) in programma il 12 settembre su Raiuno, in occasione del decennale della morte del...

di Barbara Berti

"La prima volta che ho messo piede sul palcoscenico, per un provino per Gabriele Lavia, ho sentito il fuoco dentro. Quel palco mi ha trasmesso quelle emozioni che la cima del K2 ha dato a Walter Bonatti". Parola dell’attrice Nicole Grimaudo (41 anni), protagonista femminile di Sul tetto del mondo – Walter Bonatti e Rossana Podestà, la docuficion (una produzione Stand by me in collaborazione con Rai Fiction) in programma il 12 settembre su Raiuno, in occasione del decennale della morte del ‘Re delle Alpi’, interpretato da Alessio Boni.

Che sensazione ha provato a essere diretta proprio dal figlio di Rossana, Stefano Vicario?

"È sempre difficile interpretare personaggi realmente esistiti e in questo caso con l’aggravante positiva della direzione di Stefano. Per tutte le riprese ci ha trasmesso quell’affetto e devozione tipici di un figlio per una madre e io che ho due bimbi mi sono commossa con lui. Ho recitato per Stefano, cercando di metterci del mio ma restando il più fedele possibile alla linea emozionale trasmessa dal figlio di Rossana".

Rossana, in un’intervista, dichiara che se mai fosse dovuta scappare su un’isola deserta, lo avrebbe fatto con Bonatti. Nicole con chi scapperebbe?

"Da sola (ride, ndr). Ho un figlio di 7 anni e uno di sette mesi: andrei alla conquista del mondo in compagnia del mondo stesso".

E un appuntamento al buio come fanno i protagonisti della docufiction lo farebbe?

"No, li ho sempre temuti per la paura che l’idea che uno di fa dell’altro poi non corrisponda alla realtà".

Come Rossana, anche lei è una donna di mare. Qual è il suo rapporto con la montagna?

"In montagna sono goffa, sono una di quelle che fa fermare lo skilift per scendere. Ma si può essere eroi anche senza scalare la montagna".

Ha iniziato con Non è la Rai ed è arrivata sul K2, se lo sarebbe mai immaginato?

"No, anche perché è accaduto tutto per caso. Avevo 14 anni, fu un’esperienza vissuta con leggerezza e stupore. Pensavo di tornare a casa, a Caltagirone, e raccontare il provino agli amici, invece tutto è cambiato".

Da lì il teatro, poi il cinema e tanta tv. Con chi le piacerebbe lavorare?

"Con Gabriele Mainetti che conosco da tempo ma non ho mai avuto la fortuna di essere diretta da lui. E mi intriga molto anche Toni Servillo".

Attrice, mamma e sempre in prima linea per le donne...

"Vengo da una famiglia dove le donne sono in maggioranza e credo che abbiamo una marcia in più e ce lo dobbiamo ricordare sempre. Bisogna guardarci allo specchio tutti i giorni e dirci: io merito di più, non mi devo accontentare".