Volvo alla spina, sarà la regola. La Casa svedese ha imboccato la via dell’elettrificazione senza indugi. Questo è l’anno buono, anzi quello dichiarato: il piano di Volvo prevede che tutte le sue auto avranno un gruppo moto-propulsore elettrificato, mild hybrid, plug-in hybrid o full electric entro il 2021.

Non si scappa. La XC40 Recharge Pure Electric è l’attuale punta di diamante. Al 100% a batterie, con una potenza di 402 cavalli generata da due motori, quindi con trazione integrale elettrica e con una coppia di ben 660 Nm. E dotata di batterie da 75 kWh, con autonomia dichiarata di oltre 400 chilometri. Il prezzo parte da 59.800 euro, quindi può beneficiare degli incentivi con rottamazione.

La proposta ‘green’ è molto vasta e destinata ad ampliarsi. Al momento i modelli ibridi plug-in (ricaricabili) sono sette: berline, wagon, SUV e ammiraglie. Le più semplici mild-hybrid, dotate di un generatorestarter integrato che assiste il motore a benzina o diesel dell’auto per una guida più fluida con consumi di carburante ridotti e minori emissioni, sono la base della gamma.

Tra poche settimane, a marzo, sarà svelata una importante novità, attesa sul mercato per il 2022. Un B-SUV elettrico, lungo circa 4,2 metri, più compatto di XC40 (4,43 metri di lunghezza). Il nome non è ancora noto, ma si tratterà um modello chiamato a fare numeri importanti. Il nuovo utility vehicle urbano sarà realizzato sulla piattaforma SEA (acronimo di Sustainable Experience Architecture). Architettura che il colosso cinese Geely, proprietario di Volvo, ha fatto esordire su Lynk&Co con Zero Concept: una sinergia prevedibile.

Si prospetta più efficiente di XC40, che è realizzata sull’architettura CMA, flessibile, per termiche, ibride ed elettriche, ma non dedicata alle auto a batteria. Il prototipo gemello di Lynk&Co, marchio cinese di Geely è stato annunciato con 700 chilometri di autonomia. Un dato sorprendente, se confermato alla prova dei fatti.

f. f.