Foto: Medusa Film
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Quando nel 2016 uscì 'Indivisibili', il regista e sceneggiatore Edoardo De Angelis venne salutato come un talento di razza. 'Il vizio della speranza' conferma l'impressione di allora e regala un film potente e uno sguardo d'autore. Esce nelle sale cinematografiche italiane giovedì 22 novembre, portandosi dietro l'ottima accoglienza ricevuta presso il Tokyo Film Festival, dove ha vinto il premo per la migliore regia e la migliore attrice (Pina Turco), e presso la Festa del cinema di Roma (premio del pubblico).

IL VIZIO DELLA SPERANZA, IL FILM

Siamo di fronte a un film drammatico, che racconta con sguardo attento e sensibile un mondo completamente ai margini, abbandonato da qualunque parvenza di Stato e regolato da leggi tutte interne, fatte di sopraffazione, violenza e degrado. È in questo contesto, a Castel Volturno, che la speranza rappresenta un vizio, come suggerito dal titolo. E la speranza riguarda la voglia di fuga e la maternità.

IL VIZIO DELLA SPERANZA, LA TRAMA
La trama segue da vicino la giovane Maria, ingranaggio disilluso e apatico di un traffico criminale di neonati portati in grembo da prostitute e da donne sfruttate. Quando però Maria rimane incinta decide di non dare via il proprio bambino, né di abortire. Per tenerlo, però, l'unica possibilità è la fuga.

IL TRAILER


COLONNA SONORA DI ENZO AVITABILE
Le musiche del 'Vizio della speranza' non passano inosservate. Le ha composte il napoletano Enzo Avitabile, sassofonista, compositore e cantautore dal curriculum sterminato: ha collaborato con James Brown, Tina Turner, Pino Daniele ed Edoardo Bennato, solo per citare i primi quattro che vengono in mente.

Con il regista e sceneggiatore Edoardo De Angelis aveva già lavorato in occasione del film 'Indivisibili', che gli è valso una valanga di premi. Nel 'Vizio della speranza' tiene alta l'asticella grazie a musiche che mescolano abilmente suggestioni napoletane e africane e che vestono alla perfezione i personaggi che abitano la storia.

IL PARERE DI CHI L'HA VISTO
Il media il giudizio di pubblico e critica è più che positivo, soprattutto per quanto riguarda la prima parte del film. La fuga della protagonista, così come il finale, sono sembrati un po' fuori fuoco, ma il mondo raccontato da De Angelis e il modo di raccontarlo lasciano indubbiamente il segno. Bisogna però essere disposti, come spettatori, a immergersi in un contesto nel quale davvero la speranza è un vizio.

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