Un gruppo di Donne della vite.Valentina Fasoli, prima in basso a sinistra e in alto a destra
Un gruppo di Donne della vite.Valentina Fasoli, prima in basso a sinistra e in alto a destra

Rivoluzione in vigna e in cantina. Il Covid costringe a nuove regole ispirate al buon senso e all’ igiene. Chi meglio delle donne può darle? È nato così il Vademecum per il vignaiolo in tempo di pandemia, firmato dalle Donne della vite, associazione che fa cultura, informazione e rete nel settore del mondo vitivinicolo, presieduta da Valeria Fasoli e di cui fanno parte agronome, enologhe, manager, cantiniere, trattoriste, ricercatrici. "Il vignaiolo deve ripensare il modo di lavorare per la propria salvaguardia e per quella altrui. Col vademecum traduciamo sul campo le normative in vigore per l’emergenza", premette la presidente.

La vigna: "Per mantenere le distanze di sicurezza è bene che gli operai lavorino a filari alterni, in modo che ci sia spazio adeguato tra uno e l’altro. Poi serve una gestione attenta del materiale in comune. Mi riferisco a forbici e attrezzature: tutti gli oggetti che passano di mano in mano devono essere disinfettati e buona norma è l’utilizzo dei guanti. Poi c’è l’uso dei trattori: la scelta migliore è affidare il mezzo a una sola persona oppure disinfettare le cabine e le parti guida. Questo vale per i mezzi comuni che non hanno un operatore assegnato: si possono utilizzare alcol o gel. E a fine lavoro il mezzo va sanificato. Maniglie, sterzo, e cruscotto vanno disinfettate anche a inizio giornata". Attenzione alle cabine con aria condizionata: "Occorre sanificare abitacolo e filtri". Certo, se sul luogo di lavoro all’aperto vengono mantenute le distanze di sicurezza, le mascherine possono essere evitate". Il vademecum consiglia almeno le mascherine chirurgiche.

E passiamo alla cantina: "Siamo in un ambiente chiuso – spiega Valeria – che deve essere sanificato ogni giorno, a differenza della vigna. Al chiuso è obbligatorio l’uso delle mascherine e occorrono anche i guanti di lattice. Il lavoro va organizzato in modo che se la cantina è di piccola dimensione, venga rispettata la distanza di sicurezza. Meglio lavorare a turni e predisporre strisce segnaletiche in entrata e in uscita". L’uso delle mani è per le Donne della vite, oggetto di grande scrupolo: "In cantina ogni oggetto, sia esso una pompa o un carrello trasportatore, deve essere passato da un operatore all’altro con i guanti che vanno poi sanificati con alcol oppure cambiati. Il concetto di turno unico con lo stesso soggetto è valido anche in cantina dove bisogna favorire l’uso esclusivo dei mezzi. Queste regole vanno adottate anche per aree officina, spogliatoi e mense". Ultima raccomandazione: "Le regole valgono anche per le squadre esterne, compresi i trasportatori".