Il giardino di Monet a Giverny e, dietro, la casa del pittore
Il giardino di Monet a Giverny e, dietro, la casa del pittore

Papaveri giganti e tulipani neri, rose che paiono sul punto di sfiorire, una selva di corolle addossate le une alle altre in un caos voluto, per invitare lo sguardo a scoprire sempre nuovi colori. Eppoi il laghetto con le ninfee incorniciato da lillà rigogliosi. Benvenuti nei giardini di Claude Monet a Giverny, prima tappa alla scoperta  di ‘Tous Impressionistes’, il Festival che si svolge ogni due anni in Normandia (quest’anno fino al 26/09/2016), che ci conduce nei luoghi che questi pittori predilessero, dove sono allestite mostre speciali (www.normandie-impressionniste.fr;  www.france.fr). 
Rivoluzionari a modo loro (Monet in testa, che da ragazzino con una caricatura guadagnava quanto un operaio in un giorno), stravolsero le rigide regole pittoriche della seconda metà dell’Ottocento, privilegiando la luce e il colore piuttosto che il disegno.  Dipingevano paesaggi e cattedrali, ma anche mogli e amanti, serate all’Opera o al caffè. Figli della borghesia, la ritraevano, e l’avvento  della ferrovia li condusse lungo la Senna, fino alla Normandia, affascinati dal suo cielo mutevole. La grande casa di Monet a Giverny ci parla di un’agiatezza borghese, e tutto il delizioso paese ruota attorno alla pittura. Qui in occasione del Festival è allestita la mostra  ‘Caillebotte,   peintre e jardinier’.  La seconda tappa ci porta a Rouen (nella foto una panoramica), dove si può visitare quello che fu uno degli atelier di Monet, di fronte alla magnifica Cattedrale che ritrasse  verso la fine del 1890 in diferenti ore e condizioni di luce in trenta tele, fino a far diventare le forme gotiche un’evanescente massa di colore. 
RouenSosta a Fécamp dove le scogliere a picco sul mare e la vita dei pescatori affascinarono gli Impressionisti, poi a Le Havre dove resta ben poco dell’antica città. Piccola, deliziosa e alla moda, la vicina Honfleur dove la Senna si tuffa nel Canale della Manica invita a perdersi nelle stradine medioevali con le case a graticcio, le chiese (particolare quella di Sainte Catherine, in legno) e i paesaggi ritratti dagli impressionisti. Neanche un’ora d’auto e si è a Caen, suggestiva città medioevale con il castello, l’ Abbaye aux Dames e l’ Abbaye aux Hommes dove è sepolto Guglielmo il Conquistatore. Qui la storia si intreccia con la pittura e il Museo delle Belle Arti è ospitato dentro al castello. In circa due ore e mezzo d’auto si torna a Parigi, dove un volo Air France (www.airfrance.it) in un’ora e mezza ci porta in Italia.

In tavola e nel bicchiere

In Normandia pascolano tante belle mucche pezzate e questa è terra di formaggi: Camembert, Neufchâtel, Livarot e Pont- L’Évêque. E i formaggi sono gustori sughi per cozze e capesante. 
In una regione ricca di mele il sidro è il re. Dalle mele nasce anche il Calvados, la famosa e pregiata acquavite. L’aperitivo è il Pommeau fatto con 1/3 di Calvados e 2/3 di succo di mela.  Bénedectine è un liquore di erbe, la cui ricetta del ’500 fu recuperata nel 1863 da un certo Alexandre Legrand. Fabbrica e museo, in un palazzo di stile gotico, si visitano a Fècamp.

Andar per mostre

A Giverny Il ‘Musée des Impressionismes’ ospita ‘Caillebotte, peintre e jardinier’. Amico di Monet, Caillebotte dipinge i quadri con un taglio fotografico ancora oggi moderno.
Il Museo delle Belle Arti di Rouen ospita la mostra ‘Scènes de la vie impressionniste’. Il ritratto è chiave di lettura per capire l’evoluzione in atto nella seconda metà dell’ 800.
Al Museo André Malraux di Havre c’è la mostra ‘L’atelier de la lumière, portrait d’Eugène Boudin’, che ritrasse paesaggi e scene di villeggiatura, e iniziò Monet, diciassettenne, alla pittura. 

Le città: Impressionisti ma non solo

A Rouen dove chiese gotiche, case a graticcio e stradine parlano del passato, Giovanna d’Arco fu bruciata nel 1431 in Place du Vieux Marché. Qui oggi sorge una chiesa dalle vetrate multicolori. Di fronte c’è il ristorante La Couronne, il più antico di Francia: risale al 1345. Lo hanno frequentato artisti e teste coronate e la sua cucina è davvero regale. 

Secondo porto di Francia, distrutta dai bombardamenti alleati nel 1944, Le Havre fu ricostruita da Auguste Perret. Simbolo della rinascita è la chiesa Saint Joseph con la torre lanterna ottagonale, alta 110 metri. Si può visitare un appartamento, col mobilio originale, costruito negli anni ’50 per chi era rimasto senza casa a causa della guerra.

Il castello di Caen fu costruito da Guglielmo il Conquistatore. Edificò due abbazie, quella degli uomini (dove è sepolto) e quella delle donne, tributo che dovette pagare alla Chiesa per aver sposato la cugina Matilde di Fiandra. Una delle strade più antiche si chiama Rue Froide e c'è unalegenda sul nome. Si dice che Guglielmo, sospettando la sposa di tradimento, ebbe un furioso litigio e poco regalmente la prese per i capelli e la trascinò lungo una via della città. La donna sperava nella solidarietà del popolo, ma tutti non mossero un dito. Così lei amareggiata chiamò la strada  Rue Froide.

18/05/2016