Nelle Marche il tartufo c'è tutto l'anno
Nelle Marche il tartufo c'è tutto l'anno

PRENDETE un pulmino vintage, o un’auto d’epoca. Lustratela, accarezzatela fino a che il motore non canta. Quindi saliteci senza nessuna pretesa di arrivare a destinazione in un attimo e scaricando dal finestrino la fretta quotidiana. Infine imboccate la via dei tartufi, quella del ciauscolo, del Verdicchio, del miele di acacia o millefiori, o ancora della favetta di Fratte Rosa. La via del buono e del bello che fa rima con Marche Holiday. Un modo diverso di scoprire il territorio. Niente alberghi, né strutture convenzionali, solo casali ristrutturati e rimessi sul mercato con due obiettivi principali: salvarli e renderli fruibili a chi vuole scoprire una regione introversa, sotterranea, mite ma di una bellezza vergine. 
SI PARTE da Acqualagna (Pesaro e Urbino), capitale del tartufo tutto l’anno. Qui, anche in questo periodo, troverete il tartufo. Fra poco inizia infatti la raccolta del nero estivo, con il suo aroma di terra, prudente e netto, con la sua voglia di copulare in padella con una saporosa salsiccia o perfino con l’alice e sciogliersi nel piatto con l’aggiunta del primo fiore di zucca fresco appena scottato, per condire gli schiaffoni (i maccheroni) di casa Guerrieri. Piantando le tende in residenze di campagna come «Il Conio», o il «Casale degli ulivi».
GIÙ PER LA VALLE fino e fino al bivio: si può scegliere se penetrare l’alta valle del fiume Foglia fino a Belforte all’Isauro (Pesaro e Urbino) dove si producono alcuni dei mieli più prelibati della regione che danno il nome anche ad una celebre fiera, soggiornando a «La Duchessa», antico casale rurale. Oppure si può prendere per la direzione opposta, quella che guarda ad Ancona, risalendo la langa pesarese fino a Fratte Rosa (Pesaro e Urbino), terra della rinomata e poverella favetta, dal sapore dolce e convincente, dormendo tra due guanciali nella pace del casale «Podestà» immerso tra vigneti e uliveti. Da qui, da Fratte, il panorama spazia fino all’altra metà delle Marche, quella del sud. E allora riaccendete i motori e scivolando con fare slow tra strette stradine polverose e graffi d’asfalto, puntate sul casale Villa Barcaglione di Matelica (Macerata), terra acciottolata del Verdicchio minerale. Oppure mirate lo Scricciolo, un gioiellino in pietra a breve distanza dal parco nazionale dei Sibillini, dove farete trekking, escursioni a piedi, a cavallo o in bici, oppure per shopping a Montecosaro con il meglio della produzione delle scarpe italiane.
CASA AMANDOLA (Fermo) vi permetterà invece una immersione lussuriosa: dal tartufo (Gioachino Rossini si faceva arrivare il tartufo dal sud delle Marche quando era a Parigi) al ciauscolo, salame spalmabile invidiabile. Oppure mistica con il convento dei frati agostiniani dove ragionare sui termini della vita. Se vi piacciono i laghi (di Fiastra, di Borgiano, delle Grazie o di San Ruffino), potete scegliere casale Circe di San Ginesio (Macerata). Se invece amate scrutare le stelle o immergervi nella lettura c’è il casale del silenzio di Sarnano (Macerata) lambito dal suono di un ruscello. Potete intraprendere il gran tour delle Marche, che propine tanti altri casali e soste, da soli o con la guida di Laura Sabbatini, ideatrice di Marche Holiday, o dei suoi collaboratori, vivendo molto altro: dalla scuola di cucina per fare le tagliatelle, alla cerca del tartufo in diretta. Tutto ciò che si prepara si mangia. Perché le Marche sono vere.

 

La sfida degli chef tra regate: piatti di mare e di terra

E l'Amerigo Vespucci getta l'ancora a Ancona

vvTIPICITÀ si veste di blu. Il festival del gusto (e del buongusto) marchigiano propone una tre giorni pre estiva dal sapore di mare. Da oggi e fino a domenica la “barchetta”, simbolo della rassegna ideata da Angelo Serri e Alberto Monachesi, prende il largo nei luoghi di Ancona, una città nel mare ma con un’anima ancorata alle tradizioni della terra. Da Marina Dorica, il porto turistico della città, salperà la “Sailing chef”, regata gastronomica nella quale la sfida si gioca tra competizione velica e cucina di bordo. Al Mandracchio invece, approdo storico per le attività pescherecce, si potrà vivere un’esperienza unica di gastronomia: a tavola dai pescatori. Negli stessi banchi dai quali, nelle prime ore del giorno, si levano le grida del mercato ittico, si potranno assaggiare gustosi piatti di pesce.
SEMPRE al Mandracchio, chi vuole potrà salpare per una mini crociera fino alla Baia di Portonovo. Ma la vera attrazione per gli amanti del navigare è l’Amerigo Vespucci, ancorata nel porto di Ancona fino al 24 maggio e che si può visitare.
DOMENICA sarà Marco Ardemagni, voce nota di Rai-Caterpillar, a coinvolgere i personaggi del mare in un suggestivo racconto tra aneddoti, storie e mitologia del mondo marinaro. La Mole Vanvitelliana, simbolo dell’unione tra mare e terra che contraddistingue l’identità stessa di Ancona, sarà invece la sede di Adriaticolab, contenitore di tanti focus sui segreti del Mare nostrum, per scoprire l’Adriatico come non si è mai visto, sentito, toccato. Uno spazio speciale sarà dedicato al Rosso Conero, il pregiato vino che nasce proprio nei territori tra terra e mare dominati dal promontorio omonimo. Spazio anche ad approfondimenti sul futuro della pesca e sull’educazione alimentare, con due giornate della pesca e del mare a cura della Regione Marche. E girando per Ancona potrete assaggiare piatti della tradizione marinara ed aperitivi di pesce in bar, osterie, enoteche. Nei locali tinti di blu.