E’ maestosa sin dal nome, l’Albania, il Paese delle aquile. Fra le leggende più diffuse, c’è quella di un giovane guerriero che salvò il piccolo di un’aquila da un serpente: per gratitudine la madre del rapace lo protesse, facendolo diventare un cacciatore così valoroso che il popolo lo incoronò re chiamandolo Shqipetar, che significa figlio dell’aquila, e il suo regno fu conosciuto come Shiperi o Paese delle Aquile. Vicinissima all’Italia, l’Albania confina con il Montenegro, la Macedonia, il Kosovo e la Grecia da una parte e mare Adriatico e Ionio dall’altra.
Tirana, la capitale, attraversata dal fiume Lana, è una città moderna dove bar, pub, ristoranti, discoteche si alternano a edifici del passato, come il castello bizantino-medievale, la grande piazza Skanderbeg con il monumento dell’omonimo eroe nazionale, la torre dell’orologio e il mausoleo piramidale. Una bella oasi di relax è il lago artificiale dentro il parco di Tirana. Percorrendo il centro storico si notano i vecchi edifici in stile sovietico ravvivati da colori che conferiscono loro un’ originale gradevolezza. Così li ha voluti Edi Rama, il Primo Ministro che è stato sindaco di Tirana, artista nonché docente di pittura all’Accademia di Belle Arti. Con la funivia si raggiunge il Monte Dajti da cui si gode di uno spettacolare panorama della città.
Da Tirana si può scegliere… tutta l’Albania! Se si opta per il mare, fra le località più note della costa ci sono Durazzo, Golem famosa per la spiaggia, Valona. Sono bene attrezzate, con alberghi e ristoranti, ma il nostro consiglio è di arrivare più a sud, a Saranda, con una sosta a Dhermi, in auto 6-7 ore da Tirana. La strada segue la costa poi si inerpica sulla montagna per ridiscendere con tornanti che regalano scorci bellissimi fra il verde dei monti e l’azzurro del mare. Dhermi è un bel villaggio del distretto di Valona, sul fianco dei Monti Cerauni su cui si trova il famoso Monastero di Santa Maria. Il paese è in pietra e il litorale di 5 km è con sabbia dorata o ghiaia bianca e levigata, con piccole baie dove si arriva a piedi o, via mare, in canoa o pedalò. Fra le spiagge più belle, quelle di Jale e di Palase. Da non perdere una visita al Monastero di San Teodoro e, mare permettendo, alla famosa grotta dei Pirati.
A Jale il Soleil Village & Villas è un modernissimo delizioso albergo diffuso, vicino al lungomare dove ci sono ristorantini tanto buoni quanto economici. Consigliabile il giro in barca lungo la costa, dove immense rocce sono a strapiombo sul mare turchese e antiche grotte si aprono misteriose. Verso Saranda si scorge Porto Palermo, una bella insenatura dove c’era una base militare i sommergibili un bunker scavato nella roccia.
Neanche due ore di auto e si è a Saranda, ma ci si può impiegare di più: i panorami sono mozzafiato ed è impossibile non fermarsi per fotografarli.
Perla della costa ionica, quasi di fronte a Corfù (è collegata da traghetti), è famosa per il bel clima e un mare cristallino. Mare dunque, calette, spiagge di sabbia, ma anche, da vedere, il Castello di Lekuresi, il monastero dei Quaranta Santi e la suggestiva fonte d’acqua «Blue Eye». La città, di 50 mila abitanti, d’estate raddoppia, e non manca certo la vita notturna, fra locali e ristoranti sul lungomare.
Ristoranti?’Si sa che gli italiani in proposito sono molto esigenti, ma in Albania la cucina è davvero gustosa, prevalentemente mediterranea: pesce freschissimo, carne alla brace, insalata greca, verdura, frutta in abbondanza, e… pizza! Capiterà di incontrare molti albanesi che hanno lavorato in Italia e parlano italiano, conoscono le abitudini del nostro Paese quindi ci si sente sempre un po’…a casa. Un esempio della nuova ospitalità albanese è il Bouganville Bay Hotel, 4 stelle, a 2 km. dal centro di Saranda: inaugurato nel 2016, ha un edificio principale con le camere, e varie palazzine che ospitano studio e bilocali. Sorge sulla spiaggia, con  ampie terrazze solarium, 5 piscine con acqua di mare, tre ristoranti, e tre bar. Un moderno esempio di come si possono coniugare i comfort moderni con un’antica tradizione di ospitalità. Il direttore parla italiano benissimo ed è insostituibile per le informazioni sul posto.
Vicino c’è una spiaggia famosa, quella di Ksamil, molto bene attrezzata con ombrelloni e lettini, dove il ristorante propone insalate, crostacei e un’enorme orata. Da qui si deve (perché non andarci sarebbe un delitto!) arrivare al vicino sito archeologico di Butrinto (www.butrint.al), Patrimonio dell’Umanità, su una penisola verdissima nella laguna. All’ingresso sotto una tettoia di legno nidificano le rondini, che portano il cibo ai piccoli. Un’immagine di pace che ci seguirà in tutto il percorso: in questo luogo infatti si respira un’atmosfera positiva e buona, come se ci fossero antichi dei a proteggerci. Se non si dispone di una guida (la si deve richiedere prima anche tramite l’ hotel) ci sono depilant, anche in italiano, che guidano a un viaggio nella storia del luogo, che inizia nel VII sec. A. C. e prosegue in epoche ellenistica, romana, bizantina, veneziana e ottomana. Le antiche vestigia sono immerse in un bel bosco che pare proteggerle.
Si ritorna poi a Tirana lungo la via di montagna, per sostare ad Agirocastro (Gjirokastër), cittadina dalle strette viuzze che portano al castello. Fondata nel XII secolo, fu nel tempo un mix di culture greca, romana, bizantina, turca e albanese. il Castello risalente al V secolo d.C racchiude una bella raccolta di armi antiche. Una curiosità. Un aereo americano è collocato sul belvedere che regala una bella vista sulla città (purtroppo mancano depliant illustrativi del maniero).
Berat (patrimonio Unesco) merita una deviazione lungo la strada per Tirana: è “la città dalle mille finestre” per la sua architettura perfettamente conservata risalente al periodo Ottomano. Sorge lungo il fiume Osum, tra la pianura e la collina dove svettano le rovine del castello Kalaja. In basso c’è la città vecchia, con la parte musulmana, Mangalem, a nord del fiume, e a sud del fiume (ci sono due ponti per attraversarlo) quella cristiana, Gorica. Ma le divisioni fra le due religioni non sono così nette, tanto che a Mangalem sorgono vicinissime sia la Moschea di Piombo che la cattedrale ortodossa di San Demetrio. Inerpicandosi fra le strette stradine precluse alle auto ci si imbatte in piccoli hotel dove viene la voglia di sostare, per fermare quella sensazione di essere in un luogo a ritroso del tempo.
Da qui a Tirana ci sono un centinaio di chilometri, e l’ultima notte si può trascorrere al Plaza Hotel, un 5 stelle lusso nel cuore della città con un ottimo rapporto qualità-prezzo.
Poi Ernst (ovvero la compagnia low cost) ci riporta in Itaila.

Turismo, il Primo Ministro Edi Rama : "Con l'Italia un rapporto di amicizia e fiducia"

Per anni impermeabile al turismo, l’Albania sta recuperando terreno, con un giro d’affari di 1,5 milioni di euro, il 7 per cento del Pil nazionale. Secondo l’ultimo bilancio del Ministero del Turismo e dell’Ambiente albanese, il Paese vanta 3.390 attrazioni turistiche, fra mete storico-culturale e naturalistiche: queste ultime sono in espansione, ci sono 15 parchi nazionali. L’Albania punta sul turismo è già lo attrare dai pesi limitrofi ma anche dal Nord Europa (ad esempio dalla Norvegia). I visitatori italiani sono in costante aumento e il turismo italiano scommette sull’Albania.

Eliana Bertozzi, giovane imprenditrice romagnola, ha lasciato Rimini per trasferirsi a Tirana e diventare Amministratore Delegato di AlbaniaTravel (www.albaniatravel.com), nata nel 2017 (il 2018 è la prima stagione operativa): posseduta al 100% da Alpitour Spa, può contare su 350 strutture 3, 4, 5 stelle. Offre soggiorni mare, culturali, sportivi, organizza anche eventi aziendali e si occupa di voli e traghetti. sintetizza Eliana Bertozzi.
Le sue parole trovano conferma in quelle di Edi Rama, Primo Ministro albanese, già sindaco di Tirana, artista e docente d’arte, nonché profondo conoscitore ed estimatore dell’Italia. Edi Rama ricevendo i giornalisti italiani (con gentilezza, puntualità e poche formalità) precisa alcune cose:  illustra piani per ristrutturare villaggi e agriturismi, ma anche per incentivare gli investimenti di strutture turistiche a 4-5 stelle e per creare aeroporti a Valona, nel Nord Est e a Saranda.

In aereo dall'Italia 
In attesa di nuovi aereoporti internazionali, in aereo dall' Italia si arriva solo  a Tirana (da qui è consigliabile  noleggiare un'auto, i costi sino abbordabilissimi e le strade buone). 

In tema di collegamenti aerei, ultima nata è Ernest, compagnia low cost fondata nel 2015 a Milano, con collegamenti bi-giornalieri da Malpensa per Tirana e sei frequenze settimanali da Pisa per Tirana., e collegamenti da Orio al Serio, Bologna, Verona e Venezia per la capitale albanese. Ha un buon rapporto qualità-prezzo, sedili confortevoli e, cosa che non guasta, personale disponibile e simpatico.

gloriaciabattoni@gmail.com