Le vespe meritano la stessa stima che nutriamo verso altri insetti utili
Le vespe meritano la stessa stima che nutriamo verso altri insetti utili

Rispetto alle amate e preziose api, le vespe godono di pessima stampa. Sono viste un po' come le cugine cattive, pericolose e sostanzialmente inutili. A riabilitare il loro nome scendono in campo i ricercatori di vari istituti (fra cui l'Università degli Studi di Firenze), convinti che le vespe meritino la stessa stima che nutriamo verso altri insetti "utili". Sono predatrici di parassiti, impollinatrici e molto altro, e il loro ruolo finora è stato fin troppo sottovalutato.

L'astio verso le vespe nasce dall'ignoranza

"Le vespe sono uno di quegli insetti che amiamo odiare, eppure le api, che pungono anch'esse, sono apprezzate perché impollinano le colture e producono il miele", dice la professoressa Seirian Sumner; "In uno studio precedente avevamo osservato che l'astio nei loro confronti è dovuto in gran parte all'ignoranza sul ruolo che rivestono negli ecosistemi e sui benefici che portano agli esseri umani". Cattiva pubblicità, appunto. Per comprendere meglio e dare il giusto peso al contributo delle 33mila specie di vespe aculeate, i ricercatori hanno raccolto oltre cinquecento pubblicazioni accademiche andando a comporre un quadro generale dettagliato che suona come una convincente arringa difensiva.

Aiutano a proteggere le colture

Innanzi tutto, le vespe sono efficienti predatrici di insetti infestanti e sono quindi utili come strumento naturale di protezione nell'agricoltura: "Regolano le popolazioni di artropodi, come le afidi e i bruchi che danneggiano le coltivazioni. Le vespe solitarie di solito sono cacciatrici specializzate e potrebbero prestarsi nel contenimento di specifici parassiti, mentre le vespe sociali sono predatrici più generiche e potrebbero rivelarsi particolarmente utili come sistema di controllo per un'ampia varietà di insetti nocivi".

Sono anche buone da mangiare

Agiscono inoltre come veicoli per l'impollinazione: gli scienziati hanno trovato le prove che le vespe visitano 960 specie vegetali, 164 delle quali dipendono interamente da esse (ad esempio alcune orchidee). Offrono poi interessanti prospettive in ambito medico: "Il veleno e la saliva hanno proprietà antibiotiche, mentre il veleno delle specie del genere Vespula si è dimostrato promettente nel trattamento del cancro". Senza contare che potrebbero anche diventare protagoniste a tavola: in alcuni paesi tropicali le loro larve sono già consumate abitualmente come fonte di proteine.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Biological Reviews.