Domenica 23 Giugno 2024
ANDREA SPINELLI
Magazine

Verso l’estate del rock. Trionfano gli Ac/Dc. Delusione Springsteen: senza voce, rinvia San Siro

Angus Young e compagni infuocano la notte di Reggio Emilia per 103mila fan. Stop di Bruce: "Dieci giorni di pausa. Recupererà Milano appena possibile"

Verso l’estate del rock. Trionfano gli Ac/Dc. Delusione Springsteen:  senza voce, rinvia San Siro

Verso l’estate del rock. Trionfano gli Ac/Dc. Delusione Springsteen: senza voce, rinvia San Siro

Roma, 27 maggio 2024 – Lo “Stiff Upper Lip Tour“ a Torino nel 2001, il “Black Ice“ a Udine nel 2010, il “Rock or Bust“ a Imola nel 2015. Erano più di vent’anni che i megaraduni degli Ac/Dc non regalavano ai fan italiani l’adrenalina sparsa sabato sera sui 103 mila della Rcf Arena di Reggio Emilia, primo evento di un’estate rock 2024 pronta a entrare nel vivo mercoledì prossimo all’Ippodromo La Maura di Milano con i Metallica e poi, ancora, con Eric Clapton a Lucca il 2 giugno, Ed Sheeran sempre a Lucca l’8 e 9 giugno e tante altre star internazionali attese tra luglio e ottobre.

Una partenza col piede sull’acceleratore gelata ieri dalla notizia del forfait di Bruce Springsteen, fermato proprio sabato, a Marsiglia, da problemi vocali mentre stava per salire sul palco del Velodrome. Impietoso il bollettino medico, che ha imposto al Boss, 74 anni, dieci giorni di riposo con relativa riprogrammazione dei concerti di Praga e Milano, dove l’attendevano gli spalti gremiti di San Siro per due show l’1 e 3 giugno. "Un ragazzo adorabile" l’aveva definito Sir Paul McCartney, dall’alto dei suoi 81 anni, solo qualche giorno fa consegnandogli l’ Ivor Novello Award, affondando però il colpo a suon di battute, una dietro l’altra: " È conosciuto come un gran lavoratore ma ha ammesso di non aver mai lavorato nemmeno un giorno nella vita, è vero", e poi: "Springsteen è un nome olandese lo sapevate? Significa “uomo al potere”. Quindi visto che è al potere farò l’opposto di quello che fa lui ai concerti e la faccio breve", aggiungendo "È colpa tua. Una volta si suonava un’ora, un’ora e mezza. Coi Beatles si suonava mezz’ora. E invece sei arrivato tu e ora ci tocca a tutti suonare tre ore".

Sarà anche per questo, perché continua a non risparmiarsi mai, nonostante l’età che avanza, ma Bruce stavolta è costretto a fermarsi. Possibilità di recupero a Milano in questa stagione quasi nulle, perché il tour europeo del rocker di Freehold finisce il 27 luglio a Londra e a quel tempo al “Meazza” saranno già in corso i lavori preparatori pre-campionato. Un maledetto contrattempo che la dice lunga sulle incognite che accompagnano le gesta di tanti gladiatori ancora intenti a sfidare il tempo sulle strade del rock.

Onore, quindi agli Ac/Dc del canutissimo Angus Young ancora capaci di far vibrare gli animi di quel mare di corna luminose figlie di un’iconografia trasmessa di generazione in generazione grazie anche al contributo del cinema, T.n.t. nella colonna di Iron Man 2 ad esempio, e delle sincronizzazioni delle loro hit nei videogiochi. Anche se stringe il cuore vederlo indossare ancora l’uniforme vinaccia di quando studiava alla Ashfield Boy’s High School per scivolare nei panni dello scolaretto indemoniato, Young a 69 anni è ancora un boogie man di tutto rispetto quando con la sua Gibson “Diavoletto” scorrazza lungo l’autostrada per l’inferno; l’assolo sulla pedana mobile che lo innanza verso la luna in un turbine di coriandoli durante Let there be rock è tanto sudato quanto prolisso, così come la salva d’artiglieria che rimanda tutti a casa sulle note della conclusiva For those about to rock (we salute you), ma la liturgia è la liturgia e guai a toccarla.

Quelle braghette, quel berretto e quella cravatta se li porterà (il più tardi possibile, s’intende) nella tomba perché per lui, come dimostrato l’altra sera al popolo di Reggio (tra cui Piero Pelù, Thomas Raggi dei Måneskin e Gianluca Grignani) rappresentano i paramenti con cui scommettere sull’immortalità. Con il ringhiante Brian Johnson, 76 anni e una apprezzatissima propensione a ringraziare in italiano, il nipote Stevie Young alla chitarra ritmica, Chris Chaney al basso e quel Matt Laug richiamato in servizio dalla band di Vasco per sedersi dietro ai tamburi della batteria che fu di Phil Rudd, sommano 321 anni in cinque. Un’era geologica rapportata all’anagrafe rock di oggi.

Evento viatico, si diceva, ai prossimi grandi appuntamenti live delle star internazionali per questa estate italiana: dopo gli Ac/Dc e i prossimi venturi Metallica, Clapton, Ed Sheeran, sono in arrivo i Coldplay a Roma dal 12 al 16 luglio, i Green Day al La Maura di Milano il 16, The Hives a Bologna il 25, Lenny Kravitz a Lucca, Perugia e Lido di Camaiore tra il 12 luglio e il 13 agosto, Taylor Swift a San Siro il 13 e 14, i Rammstein a Reggio Emilia il 21, Travis Scott a La Maura il 23 e infine David Gilmour al Circo Massimo di Roma dal 27 settembre al 3 ottobre.