Foto: Stemal Entertainment/21Uno Film
Foto: Stemal Entertainment/21Uno Film

Gianfranco Rosi è uno dei migliori documentaristi italiani viventi, è tenuto in palmo di mano anche all'estero e di conseguenza c'è grande attesa per il suo ultimo lavoro: si intitola 'Notturno' e viene presentato l'8 settembre all'interno della sezione principale della Mostra del cinema di Venezia 2020. Racconta di persone comuni costrette a vivere in zone di guerra del Medio Oriente e sulla carta è un valido contendente al Leone d'Oro. Esce nelle sale cinematografiche italiane il 9 settembre.


Notturno, il film di Venezia 77

Il documentario è stato realizzato nell'arco di tre anni, con una troupe impegnata sui confini tra Iraq, Kurdistan, Siria e Libano. Luoghi piagati da guerre civili, dittature, invasioni, ingerenze straniere e dove per molto tempo ha spadroneggiato l'ISIS. Gianfranco Rosi ha voluto seguire due fili rossi: il primo è la sottolineatura di come l'esperienza quotidiana di chi vive nelle zone di guerra si assomigli al di là delle divisioni geografiche. Il secondo è ben spiegato dalle parole del regista: "Ho voluto raccontare le storie, i personaggi, oltre il conflitto. Sono rimasto lontano dalla linea del fronte, ma sono andato là dove le persone tentano di ricucire le loro esistenze. Nei luoghi in cui ho filmato giunge l'eco della guerra, se ne sente la presenza opprimente, quel peso tanto gravoso da impedire di proiettarsi nel futuro. Ho cercato di raccontare la quotidianità di chi vive lungo il confine che separa la vita dall'inferno".

Il materiale narrativo maneggiato da Rosi è delicato, perché sono dietro l'angolo le trappole del pietismo di facciata e della pornografia del dolore. Ma il curriculum del cineasta fa ben sperare: non è la prima volta che si cimenta con vicende complesse e ne è sempre venuto fuori bene. Vedi ad esempio il suo precedente lavoro, 'Fuocoammare', storia di migranti e di Lampedusa, che ha vinto l'Orso d'Oro al Festival di Berlino 2016 ed è stato candidato agli Oscar nella categoria dedicata ai migliori documentari. E vedi anche 'Santo GRA', premiato con il Leone d'Oro al Festival di Venezia 2013 e storia delle persone ai margini che vivono attorno al grande raccordo anulare di Roma. Tra l'altro, grazie a 'Fuocoammare' e 'Santo GRA', Rosi è diventato l'unico documentarista nella storia a vincere il premio più importante in due dei tre maggiori festival europei (Venezia, Berlino e Cannes). Ultimo dettaglio: sempre a Venezia, Rosi ha presentato con successo 'Below Sea Level' (2008) e 'El Sicario, Room 164' (2010).

Il trailer