"Venere non è la divinità che appare, ma è l’anima pura, immacolata dopo essere stata immersa nell’acqua del mare come l’anima nel rito del battesimo". Così descrive l’eterea bellezza del capolavoro di Botticelli - Nascita di Venere, 1482-1485 - , Vittorio Sgarbi. Il mito di Afrodite, indagatissimo dagli artisti, riserva sempre...

"Venere non è la divinità che appare, ma è l’anima pura, immacolata dopo essere stata immersa nell’acqua del mare come l’anima nel rito del battesimo". Così descrive l’eterea bellezza del capolavoro di Botticelli - Nascita di Venere, 1482-1485 - , Vittorio Sgarbi. Il mito di Afrodite, indagatissimo dagli artisti, riserva sempre emozioni e novità: è il caso di Venere divina. Armonia sulla terra, un progetto articolato, che ha portato a Mantova studiosi e capolavori.

Concessa in prestito dalla Galleria Borghese di Roma, fino al 5 settembre è possibile ammirare a Palazzo Te la Venere che benda amore (1560-65?, foto) di Tiziano, che propone la dea - diadema, capelli, ovviamente, rosso tiziano, seni opulenti e un sorriso malizioso - mentre benda un piccolo Cupido appoggiato alle sue ginocchia, sullo sfondo di un paesaggio al tramonto, che da solo vale il viaggio.

Inserito nel contesto spaziale della villa gonzaghesca mantovana, il capolavoro che Tiziano Vecellio realizzò sul finire del proprio percorso artistico sta riscuotendo un grande successo successo. Ma non è tutto

Ad accompagnare quest’opera, citata per la prima volta nel 1613 in un poema in onore della collezione del “cardinal nipote“ Scipione Borghese, un programma di eventi artistici e performativi sul tema del mito di Venere, che andranno in scena nell’Esedra di Palazzo Te, riallestita per accogliere al meglio il pubblico.

L’ultima tappa del progetto decollerà il 12 settembre con l’esposizione Venere. Natura, ombra e bellezza (fino al 12 dicembre) a cura di Claudia Cieri Via, che indaga le origini del mito e la sua creazione, grazie al recupero cinquecentesco di leggende e di iconografie antiche.

Letizia Cini