'Notte stellata', il capolavoro di Vincent van Gogh dipinto nel 1889 - Foto: ANSA/KLD
'Notte stellata', il capolavoro di Vincent van Gogh dipinto nel 1889 - Foto: ANSA/KLD

Vincent van Gogh ha dipinto gran parte dei suoi capolavori più ammirati fra il 1888 e il 1890, Jackson Pollock fra il 1947 e il 1950. Nel corso della loro parabola gli artisti possono entrare in una striscia positiva particolarmente prolifica, un'esplosione di creatività e di opere fondamentali inanellate in stretta successione e in un lasso di tempo limitato, e in gran parte dei casi irripetibile. Qual è il segreto di questi periodi fortunati? I ricercatori della Northwestern University hanno individuato uno schema che si ripete spesso in queste circostanze, quale che sia l'ambito creativo: una prima fase di esplorazione e ricerca di nuove idee, seguita da una fase di sfruttamento e approfondimento di quelle vincenti.

Per individuare la "formula magica", i ricercatori hanno utilizzato l'intelligenza artificiale e il deep learning per analizzare una enorme quantità di dati alla ricerca di un filo rosso comune: 800mila immagini di opere di 2128 pittori e database di vario genere per la carriera di 4337 registi cinematografici e oltre ventimila scienziati. Fra gli esempi più significativi citati dagli autori oltre a Van Gogh e Pollock c'è quello di Peter Jackson, che dopo anni di film di generi disparati e successo limitato ha raggiunto il suo apice – che non ha più replicato – con la trilogia del "Signore degli Anelli", dal 2001 al 2003.

"Né l'esplorazione né lo sfruttamento da soli sono associati a una striscia positiva", spiega l'autore principale Dashun Wang; "Sebbene l'esplorazione sia considerata rischiosa perché può anche non condurre a nulla, al tempo stesso aumenta la probabilità di incappare in una grande idea. Al contrario, lo sfruttamento è visto solitamente come una strategia conservativa. Insistendo sullo stesso tipo di lavoro ancora e ancora per un lungo periodo di tempo, si può reprimere la creatività". Quando invece alla ricerca segue un'applicazione focalizzata e concentrata, si creano le condizioni per l'innesco di una serie positiva. In media il periodo prolifico dura cinque anni e una volta esaurito l'artista (o lo scienziato) torna a un metodo di lavoro normale, senza che la sequenza si ripeta più.

Le singole traiettorie creative sono uniche e specifiche e dipendono da innumerevoli fattori, personali ed esterni, di ambiente e di contesto. Ma la dinamica generale individuata dai ricercatori ricorre con costanza e in modo sempre uguale in discipline e ambiti diversi, tanto che "i risultati della ricerca suggeriscono che le strategie creative che bilanciano sperimentazione e attuazione possono essere particolarmente potenti".

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications.