di Francesco Ghidetti Il morbo e le vacanze. Vacanze di prossimità. A chilometro zero. Nella vecchia casa al mare, quella comprata dai bisnonni. O, si stringe nella spalle sconsolato qualcuno, in città. Un cinema, un gelato, una trattoria, il giornale, la lettura. Addio mete esotiche. Addio voli per destinazioni lontane. Però, calma. Solo gli eroi fanno così. Non ci credete? Come sempre la letteratura viene in soccorso. Prendiamo Riccardino, il libro del momento. Il testamento di Andrea Camilleri e quindi di Montalbano. Suona il telefono. No, pensa il commissario di Vigata. Livia, l’eterna fidanzata, non può essere perché "dù jorni avanti si erano fatti ’na sulenni sciarratina telefonica su indovi annare a passare la vacanze" (sono quelle di Natale, ma per il nostro ragionamento va bene lo stesso). Livia propone...

di Francesco Ghidetti

Il morbo e le vacanze. Vacanze di prossimità. A chilometro zero. Nella vecchia casa al mare, quella comprata dai bisnonni.

O, si stringe nella spalle sconsolato qualcuno, in città. Un cinema, un gelato, una trattoria, il giornale, la lettura. Addio mete esotiche. Addio voli per destinazioni lontane. Però, calma. Solo gli eroi fanno così. Non ci credete? Come sempre la letteratura viene in soccorso.

Prendiamo Riccardino, il libro del momento. Il testamento di Andrea Camilleri e quindi di Montalbano. Suona il telefono. No, pensa il commissario di Vigata. Livia, l’eterna fidanzata, non può essere perché "dù jorni avanti si erano fatti ’na sulenni sciarratina telefonica su indovi annare a passare la vacanze" (sono quelle di Natale, ma per il nostro ragionamento va bene lo stesso). Livia propone Johannesburg. Salvo replica: "Ma che minchia ti passa per la testa?". Litigata, altre proposte come Singapore e conclusioni di Montalbano: "Veramente io non vorrei andare da nessuna parte. Mi raggiungi a Marinella e ce ne stiamo cinque giorni in pace".

Mossa azzardata perché Livia conosce i suoi polli e sa benissimo che Salvo se ne andrebbe ogni giorno in commissariato. L’idea di uscire da Vigata lo atterrisce, non solo per attaccamento al lavoro.

E se ancora non siete convinti che i veri eroi restano a casa, ecco che giunge in soccorso il commissario Maigret, l’immortale di Georges Simenon. In Maigret si diverte, il Nostro non sta benissimo. Forse sono i postumi di una bronchite curata male (Maigret non si cura, lavora), forse è lo stile di vita come si direbbe oggi. Fatto sta che Maigret è stanco. Va da due medici e uno di questi, constatato che il quadro clinico generale non è dei peggiori – solo la pressione è sopra la norma – lo prega di prendersi delle vacanze. È da tre anni che non le fa. Ogni volta, qualche caso lo costringe a restare a Parigi. Ma stavolta, promette il commissario, ci andrà, "accada quel che accada".

Comincia a cercare: "Quante sere avevano trascorso il commissario Maigret e sua moglie a discutere su dove andare!".

Già, però il vero problema è un altro: "Maigret pensava con orrore agli alberghi e alle pensioni a gestione familiare stipati di pensionanti. “Non faremmo meglio a trascorrere le nostre vacanze a Parigi?“. Lì per lì lei (la moglie) aveva creduto che stesse scherzando". Il commissario insiste: "A Parigi non ci succede praticamente mai di farci una passeggiata. In agosto, la città vuota sarà tutta per noi". Anche in questo caso, la dolce metà dell’eroe sa benissimo che il marito si troverà a indagare. E così sarà. Ovviamente.

Sia chiaro: abbiamo raccontato due episodi per consolare chi non si sposterà per motivi oggettivi da casa. Ma state tranquilli. Anche gli eroi vanno in vacanza. Infatti, lo stesso personaggio di Simenon in Le vacanze di Maigret (il ventottesimo dedicato al commissario) va a Les-Sables-d’Olonne, gioiellino della Vandea. E anche lì, manco a dirlo, lavora per sciogliere un intricato mistero.

Quindi, non perdiamoci d’animo. Se costretti, consoliamoci con le vacanze in città, senza dimenticare che torneranno quelle più lontane. Basta avere pazienza. Anche perché noi mica siamo eroi, bensì gente normale che ama ritrovare il gusto delle italiche contrade nelle pensioni a conduzione familiare.

Ancora la letteratura ci aiuta. Prendiamo Dacia Maraini. Il suo romanzo d’esordio fu, appunto, La vacanza. Protagonista la quattordicenne Anna che scopre la vita con gli occhi dell’adolescente.

C’è poi anche quella che si classifica come “vacanza di lavoro“. La leggete nell’Amore coniugale di Alberto Moravia. Il protagonista si ritira nella campagna toscana per scrivere il suo romanzo. Con lui la giovane, bella, appassionata, remissiva moglie. Ma non sarà tutto un gigantesco equivoco? Non saranno astratti furori e l’ennesima conferma della crisi di una media borghesia alla perenne ricerca di se stessa? Chissà. Leggete o rileggete questo Moravia.

Comunque sia, vale sempre il pensiero di uno che di letteratura se ne intendeva, Marcel Proust: "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi".