I giovani Beatles John Lennon (. 9 ottobre 1940 - 8 dicembre 1980) e Paul McCartney, 78 anni compiuti a giugno
I giovani Beatles John Lennon (. 9 ottobre 1940 - 8 dicembre 1980) e Paul McCartney, 78 anni compiuti a giugno
di Andrea Spinelli Quelli col suo nome sono album incisi sempre da Sir Paul in momenti di grande autarchia e forti criticità. Se cinquant’anni fa il disco McCartney addolciva il traumatico addio ai Fab Four, e quaranta anni fa McCartney II archiviava con le sue tessiture elettroniche la fortunata avventura Wings e curava i postumi del clamoroso arresto all’aeroporto di Tokyo per possesso di marijuana, McCartney III è figlio del lockdown (anzi: del “rockdown”, come lo chiama lui), del tour affossato dalla pandemia e, forse, dal timore di poter tornare negli stadi solo nel 2022, quando avrà 80 anni, con tutte le difficoltà vocali del caso come minacciato in primavera dalla difficoltosa esibizione al benefit in streaming di Lady Gaga One world: together at...

di Andrea Spinelli

Quelli col suo nome sono album incisi sempre da Sir Paul in momenti di grande autarchia e forti criticità. Se cinquant’anni fa il disco McCartney addolciva il traumatico addio ai Fab Four, e quaranta anni fa McCartney II archiviava con le sue tessiture elettroniche la fortunata avventura Wings e curava i postumi del clamoroso arresto all’aeroporto di Tokyo per possesso di marijuana, McCartney III è figlio del lockdown (anzi: del “rockdown”, come lo chiama lui), del tour affossato dalla pandemia e, forse, dal timore di poter tornare negli stadi solo nel 2022, quando avrà 80 anni, con tutte le difficoltà vocali del caso come minacciato in primavera dalla difficoltosa esibizione al benefit in streaming di Lady Gaga One world: together at home.

E se i primi due McCartney erano album innovativi, questo – in uscita il 18 dicembre – è un ritorno al passato. Pacificato, come ha raccontato lo stesso Macca in questi giorni al New York Times, ricordando che per lui i Beatles rimangono inevitabili. "Cercavamo di farci conoscere, di fare buone cose e ci siamo riusciti. Quindi, per me, sono tutti ricordi felici". Ma anche pieni di nostalgia per gli amici perduti. Martedì prossimo cadono i quarant’anni dell’addio a Lennon. "Ho ripercorso l’intera vicenda nella mia testa – ha detto Paul –. È una cosa che mi emoziona molto. Talmente tanto da non riuscire davvero a pensarci. In un certo senso mi sento implodere. Cosa si può pensare di questa faccenda a parte la rabbia e il dolore? Come ogni lutto, l’unica via d’uscita è ricordare i bei momenti con John, perché non riesco a superare l’insensatezza dell’accaduto. Non riesco a pensarci. E sono certo che si tratta di una forma di negazione. Ma negare è l’unico modo in cui posso affrontare la cosa. Ovviamente ogni tanto ci penso ed è orribile. Faccio cose per aiutarmi ad uscirne; pure ultimamente ho parlato pubblicamente con suo figlio Sean. È stato carino raccontare quanto fosse simpatico John e colmare alcune piccole lacune nella sua conoscenza. Posso fare piccole cose, ma so che nessuna mi aiuterà a superare la collina". Dopo l’assassinio, il corpo di Lennon fu portato alle pompe funebri Frank Campbell. "Quando sono a New York – continua Macca –, mi capita spesso di passare lì davanti. E mai senza sussurrare: “Tutto bene, John. Ciao John”".

Sono appena iniziate le celebrazioni per il 50° anniversario dell’uscita dell’album solista di George Harrison All Things Must Pass: Paul pensa spesso anche a George, scomparso 19 anni fa dopo una lunga lotta contro un male incurabile. Nell’intervista al New York Times, McCartney parla dell’ultimo incontro tra i due, ancora a New York, "prima che andasse a Los Angeles per morire. Gli tenevo la mano e mi è venuto in mente - non l’ho mai detto - che non volevo tenergli la mano. Non tieni la mano a un tuo amico. La cosa bella, per me, fu che mentre gli tenevo la mano lui mi guardò. E sorrise".

Nel nuovo album, il 18° da solista, McCartney suona la chitarra acustica, la batteria, l’harmonium, il basso Hofner, il basso synth, canta (naturalmente) e firma undici canzoni: 11, anche se l’iniziale Lond tailed winter bird riaffiora nel finale per sposarsi con When winter comes inedito del ‘92 coprodotto da George Martin. "Ogni giorno iniziavo a registrare con lo strumento su cui avevo composto la canzone e via via sovrapponevo gli altri. Pensavo a fare musica per me, a divertirmi, non a un disco".

In Find my way canta "se non hai mai avuto paura di giorni come questi, ma ora sei sopraffatto dalle tue ansie, lascia che ti aiuti, lascia che ti faccia da guida, posso aiutarti a raggiungere l’amore che senti dentro". Giura di conoscere la strada, di camminare verso la luce, e di non perdersi di notte, ma il tempo passa e gli lascia ancora un lancio di dadi come quelli ritratti in copertina dal celebrato Ed Ruscha.