Foto: Elen11/iStock
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Una recente ricerca pubblicata su Nature dice senza mezzi termini che i cambiamenti climatici, di cui in larghissima parte è responsabile l'umanità, rischiano di portare nel prossimo futuro a un netto peggioramento degli uragani, con conseguenze devastanti per le zone colpite. In base ai calcoli degli esperti, se nel corso di questo secolo la temperatura media globale dovesse alzarsi di 3-4 gradi centigradi, avremo un aumento medio dal 5 al 10% delle precipitazioni atmosferiche connesse a un uragano e un incremento di circa 45 chilometri all'ora della velocità dei suoi venti.

URAGANI SEMPRE PIÙ DEVASTANTI
La ricerca è stata effettuata partendo da accurate simulazioni dei recenti uragani e poi modificando i parametri connessi alla temperatura dell'acqua e dell'atmosfera in modo da capire come sarebbero cambiati i cicloni formatisi nell'oceano Atlantico, Pacifico e Indiano. Jennifer Francis, esperta di uragani presso la Rutgers University, non usa mezzi termini: "Questo studio aggiunge dei punti esclamatici all'evidente messaggio che già conosciamo, cioè che dobbiamo rallentare il surriscaldamento globale passando dai combustibili fossili alle energie rinnovabili".

L'EFFETTO È CHIARO, L'ENTITÀ ANCORA NO
Vale la pena di sottolineare che la ricerca pubblicata su Nature conferma dati già noti alla comunità scientifica e che altri studi recenti hanno evidenziato simili risultati. Se dunque è ancora in discussione l'effettivo impatto dei cambiamenti climatici, e per esempio non è universalmente accettata una previsione di aumento del 5-10% delle precipitazioni, è però vero che "sappiamo che il surriscaldamento globale sta producendo degli effetti, l'unica vera domanda che ancora manca di una risposta univoca è di quale entità questi effetti rischiano di essere": a parlare è James Elsner, scienziato dell'atmosfera della Florida State University.

PREVISIONI FUNESTE
Il dibattito interno alla comunità scientifica non deve però distrarre dall'urgenza di intervenire seriamente sui cambiamenti climatici. Un 'semplice' aumento del 5% della pioggia caduta può facilmente "mandare in crisi il sistema di smaltimento dell'acqua piovana di una città" (è sempre Elsner a parlare). E per quanto riguarda la velocità dei venti, anche solo 20 chilometri all'ora in più non sono da sottovalutare.

Se prendiamo per buoni i dati della ricerca dalla quale siamo partiti, allora è importante raccontare che gli studiosi hanno anche applicato un ipotetico aumento di 3 gradi a uragani storici, per capire come sarebbero cambiati: risultato, l'uragano Katrina (che nel 2005 uccise circa duemila persone) avrebbe scaricato su New Orleans il 25% in più di acqua, mentre il ciclone Gafilo, che colpì il Madagascar nel 2004 provocando oltre trecento vittime, sarebbe stato più intenso del 40%.

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