L'Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci
L'Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci

Firenze, 22 settembre 2019 - "La parola impossibile non è nel mio vocabolario". Calzante come non mai, a 250 anni dalla sua nascita, il motto di Napoleone riassume la grandeur del generale che volle farsi imperatore di Francia. 
Oggi come allora, la parola "impossibile" è difficile da accettare per i cugini d’Oltralpe, anche quando la posta in gioco non sia la sicurezza nazionale, bensì il patrimonio artistico del nostro Paese.
Oggetto del contendere, l’Uomo Vitruviano, il disegno più famoso al mondo: quel corpo umano inscritto in un cerchio e in un quadrato realizzato con una punta metallica a penna e inchiostro e tocchi di acquerello su carta bianca da Leonardo nel 1490 circa. Il tesoro custodito con altri fogli leonerdeschi nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, per i quotidiani francesi sarebbe in procinto di partire alla volta di Parigi. Nell’elenco che la Francia fece recapitare all’Italia due anni fa in vista della mostra per celebrare i 500 anni dalla morte del Genio di Vinci, che porterà alla ribalta mondiale il Louvre (24 ottobre - 24 febbraio 2020), figura infatti anche l’Uomo Vitruviano, affidato alla prima Galleria veneziana dal 1822. «Al momento non c’è niente di definitivo - frenano dal ministero per i Beni culturali - . La decisione finale spetta a Giulio Manieri Elia, direttore del museo». 


Epure per la Francia la presenza dell’Uomo Vitruviano al Louvre è data per certa, come scritto l’altro ieri sul quotidiano Le Figaro in un pezzo in cui si dice che l’opera rimarrà per 8 settimane a Parigi. «Il direttore Giulio Manieri Elia ha chiesto i pareri per dare il via al meccanismo di prestito agli Istituti di restauro (che hanno dato l’ok) e al segretario generale, Salvo Nitrosi - prosegue il portavoce del ministero - . Dai controlli effettuati relativamente ai periodi di prestito consentiti a garanzia dell’integrità dell’Uomo Vitruviano, risulta che il disegno possa essere concesso per altre 8 settimane. In ogni caso, non fino alla fine della mostra parigina». 


Tornando all’elenco dei prestiti - una lista “lunga” 26 titoli, tra quadri e disegni - figurano opere esposte agli Uffizi di Firenze (tra le quali l’Annunciazione), alla Galleria nazionale di Parma (la Scapigliata), alla biblioteca Reale di Torino (l’Autoritratto), all’Istituto nazionale per la grafica di Roma (lo Studio di panneggio). E ancora il San Girolamo dei musei Vaticani e ll Musico della pinacoteca della biblioteca Ambrosiana di Milano (su entrambi ha competenza il Vaticano). 
A queste si aggiungono due opere di Andrea del Verrocchio: la Dama col mazzolino (esposta al Bargello di Firenze) e l’Incredulità di San Tommaso, del museo Orsanmichele, sempre a Firenze.


Una richiesta che aveva scatenato non poche polemiche, tanto che nell’aprile dello scorso anno al coro dei “no” che si era levato in merito al prestito, al diniego dell’allora sottosegretario ai Beni culturali Lucia Borgonzoni, si era aggiunto anche quello dell’assessore alla cultura della Regione del Veneto, Cristiano Corazzari. 


Ma non solo: «Noi non daremo nessun quadro, ma siamo aperti al prestito di disegni di Leonardo da Vinci: applichiamo la stessa regola che viene usata dal museo francese per la Gioconda, che il Louvre non fa certo viaggiare», la lapidaria risposta del direttore degli Uffizi Eike Schmid nel dicembre scorso, quando ancora aveva l’autorità per decidere in merito. Prima che la grande rivoluzione di fine giugno, voluta dall’allora ministro della cultura grillino Alberto Bonisoli, riconsegnasse al controllo statale il potere di veto sulla spesa, sulle mostre e sui prestiti internazionali dei principali musei italiani. 
Con Dario Franceschini nuovamente al timone del ministero per i Beni culturali, si ritorna all’autonomia. Fu lui a dare il via nel 2017 ai negoziati con il governo francese e adesso il dialogo è ripartito, tanto che dopodomani incontrerà a Parigi il suo omologo francese, Franck Riester, «per presentare i prestiti delle opere di Leonardo, che saranno comunque decise dai direttori dei musei che hanno in custodia le rispettive opere», assicurano da via del Collegio Romano.

L'accordo per Raffaello - Risale allo scorso mandato la sigla da parte dell’allora ministro Dario Franceschini - che nel 2018 costituì il Comitato per le Celebrazioni dei 500 anni della morte di Leonardo - dell’accordo tra Italia e Francia per lo scambio temporaneo di opere di Leonardo da Vinci  e Raffaello in occasione delle rispettive mostre temporanee dedicate al cinquecentenario della scomparsa: il 2019 per Leonardo da Vinci, il 2020 per Raffaello.