La "virilità fragile" negli uomini può spiegare certi comportamenti violenti
La "virilità fragile" negli uomini può spiegare certi comportamenti violenti

Quando viene messa in dubbio la loro virilità, alcuni uomini la prendono con filosofia, altri invece reagiscono in modo aggressivo. Questa dinamica è stata approfondita in una ricerca della Duke University, secondo cui età e ambiente giocano un ruolo determinante: in particolare, i più inclini a rispondere con violenza sono gli uomini più giovani, il cui senso di mascolinità dipende in gran parte dalle opinioni degli altri.

Lo studio combina due diversi esperimenti: il primo ha coinvolto 195 studenti universitari di ambo i sessi, il secondo si è concentrato su 391 uomini di età fra 18 a i 56 anni. I partecipanti hanno risposto a un questionario per valutare la loro conoscenza su alcuni argomenti-stereotipo di genere: per i maschi ad esempio sport, motori di automobili e piccole riparazioni. Quindi gli psicologi hanno comunicato ad alcuni soggetti scelti a caso che avevano ottenuto un punteggio basso (indipendentemente dall'esito reale), inferiore a quello delle altre persone dello stesso sesso, e per provocarli ulteriormente hanno detto loro che erano "meno virili dell'uomo medio".

Subito dopo i partecipanti hanno dovuto rispondere a un altro test, che consisteva nel completamento di alcuni frammenti di parole. E qui le differenze sono emerse in modo evidente: i soggetti irritati hanno prodotto associazioni violente, ad esempio completando le lettere "ki" scrivendo "kill" piuttosto che "kiss" o altre parole neutre, "blood" invece di "blow" o "bloom" di fronte alle lettere "bl". Si trattava di persone con un senso della propria virilità più fragile, dipendente dai giudizi degli altri, che si sentivano spinte a "essere uomo" per conformarsi alle pressioni del loro ambiente. Le reazioni più accese si sono registrate nei maschi fra i 18 e i 29 anni.

Viceversa, i soggetti con una maggiore consapevolezza interiore non si sono sentiti particolarmente toccati dagli attacchi alla loro mascolinità. Da notare che, fra le donne che hanno partecipato, nessuna ha mostrato alcuna reazione quando veniva messa in dubbio la loro femminilità.

"I nostri risultati suggeriscono che più un uomo avverte pressioni sociali sul dover essere virile, più può comportarsi in modo aggressivo", dice l'autore principale Adam Stanaland; "Quando percepiscono che non sono all'altezza di certe rigide norme di genere, possono sentire l'esigenza di provare la loro mascolinità, di dimostrare quanto sono uomini". Secondo i ricercatori, questa virilità fragile è un fattore che contribuisce a spiegare comportamenti come la violenza sulle donne, il terrorismo e l'aggressività politica.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Personality and Social Psychology Bulletin.