Se la poltrona ricorda il trono, ne riprende le forme e non più (per fortuna) il ruolo, ecco allora che l’identificazione con la figura maschile resta presente. Nella sua storia questo elemento dell’arredamento continua a portare con sé i caratteri di una personalità marcata, non per forza maschile, ma sappiamo quanto spesso questa diventi un oggetto personale, la “mia“ poltrona.

Arper ha lanciato lo scorso anno un’evoluzione della poltrona “Aston“, la versione “Club“ (progetto di Jean-Marie Massaud), che ha i componenti interni della seduta in plastica riciclata post-industriale. A fine vita, “Aston Club“ può essere completamente disassemblata e tutti i materiali di cui è composta possono essere riciclati o riutilizzati, riducendo complessivamente gli sprechi. Inoltre è prodotta senza l’utilizzo di colle, con lo scopo di ridurre le emissioni e consentire lo smaltimento responsabile di tutti i componenti.

Edra con “Chiara“ (designer Francesco Binfaré), riafferma la sua linea di prodotti altamente tecnologici rivestiti di eleganza, adatti a qualsiasi ambiente, capaci di integrarsi con gli arredi presenti grazie all’ampia gamma di rivestimenti esclusivi proposti. “Chiara“ poggia su una crociera in acciaio spazzolato con finitura nichel e dà quasi l’impressione di essere sospesa nell’aria. Ha nello schienale il “cuscino intelligente“, un brevetto esclusivo aziendale che permette di essere modellato a piacere per restituire il massimo del benessere. Si accompagna a un pouf coordinato per un comfort assoluto.