di Ciro Vestita

La guerra del 15-18, detta anche la Grande Guerra fu sostenuta soprattutto da giovani contadini, ragazzi analfabeti che arrivavano dalle campagne e che nulla sapevano delle motivazioni che avevano spinto il governo italiano a muovere guerra agli Austriaci. La vita in trincea era terribile; perpetuamente con i piedi nel fango questi giovani si ammalavano di polmonite, di tifo, di cancrena e di altre nefandezze, all’insaputa (o quasi) del mondo civile. La borghesia italiana infatti attingeva notizie dai giornali (non c’era in quegli anni la radio) e quasi sempre i giornalisti ricevevano l’input dagli editori (e quindi dai politici) di edulcorare la vita in trincea; si parlava solo di gloriose battaglie, di eroici assalti alla baionetta, di cori patriottici, addirittura di una sana vita alla aria aperta. Il giornalista Luigi Barzini proprio per avere raccontato mielosità, fu accusato di raccontare “barzinate”. I morti furono centinaia di migliaia, quasi tutti militi ignoti; quelli cui si potè dare un nome furono sotterrati a Re di Puglia, che deriva dal toponimo sloveno “srédi polje“, che significa “in mezzo alla campagna”. Finita la guerra si seppe qualcosa in più anche della logistica, soprattutto quella antecedente a Caporetto. Ai soldati venivano date settimanalmente gallette di riso, carne inscatolata, pane raffermo, barrette di cioccolato. Mai frutta e verdura fresche ed infatti molti si ammalavano di scorbuto, devastante patologia derivata appunto dalla mancanza di vitamina C che, come sappiamo, è presente solo in frutta ed ortaggi. Totalmente diverso il rancio degli austroungarici che spesso ricevevano zuppa di ortaggi, carne bollita e mele. Ed era soprattutto la presenza delle mele a proteggere gli austriaci nelle trincee. Secondo recenti scoperte nella mela è contenuta una potentissima sostanza antimicrobica, l’acido malico, molecola utilissima quindi in situazioni belliche. Anche nella moderna alimentazione la mela la fa da regina. Soprattutto a giovani ed anziani mele a volontà, e per merenda ai nostri bambini, una mela al forno con miele e cannella: una vera delizia nutraceutica (alimento cioè che nutre e cura allo stesso tempo).