1 apr 2022

Un manager tra scelta industriale e scelta morale Il dolore di Lindon sotto la faccia da duro

silvio danese
Magazine

di Silvio Danese

Terzo episodio della trilogia del lavoro secondo Brizé autore e Lindon mattatore, dopo La legge del mercato (2015), dove si facevano i conti con la fatica di trovarlo il lavoro, e In guerra (2018), cronaca di difesa del posto tra striscioni cortei e scioperi. Qui Lindon mette giacca e cravatta e, con quella faccia un po’ così, da duro con le rughe, pare già un manager d’azienda (elettrodomestici) destinato alla differenza: cerca una strada per il male minore quando la multinazionale di riferimento decide di licenziare 500 operai. E se la nostra cronaca europea fa venire in mente la lunga crisi della Whirpool si deve anche alla buona centratura del soggetto sulle questioni aperte del rilocamento delle industrie per abbattere i costi.

Torna con questo episodio conclusivo la capacità di analisi della complessità del reale del “sistema” Brizé: sceneggiatura precisa sulle vie possibili dei personaggi, confronto tra scelta industriale e scelta morale, elezione del protagonista a eroe medio del conflitto, in modo diverso, ma non meno lucido e avvincente del cinema sociale di Loach. Presentato all’ultima Mostra di Venezia, la performance di Lindon, che vinse a Cannes per il primo, avrebbe meritato la Coppa Volpi. Da vedere.

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