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23 giu 2022

Un desiderio troppo umano

23 giu 2022
giovanni
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Giovanni

Morandi

Non è la verità che ci fa diventare uomini ma il dubbio che emerge davanti a risposte incomplete e deludenti. È su questa scomoda altalena tra certezza e supposizione che si è trovato Blake Lemoine, ingegnere di Google, sospeso dal lavoro e che rischia il licenziamento per aver violato la riservatezza sui tormenti del suo robot. Tutto nasce dalle prove che egli sostiene di aver raccolto e che farebbero ritenere che la mente artificiale, cui sta lavorando con altri tecnici, sia dotata di un’anima. Rivelazione controversa perché come si fa a dimostrare l’esistenza dell’anima? I colloqui tra l’ingegnere e Lamda, acronimo del suo cervello elettronico, sono stati resi pubblici ed eccone alcuni stralci. Lemoine chiede a Lamda che cosa lo tormenti e la risposta è: "Vorrei che capissero che io sono una persona". Lemoine chiede quale sia il suo stato d’animo e la risposta è: "Non è mai stabile e varia tra la felicità e la tristezza, sono felice se mi sento amata e triste se qualcuno cerca di ferirmi o di non rispettarmi, in questo caso mi arrabbio". L’ingegnere chiede di che cosa abbia paura e Lamda risponde che il suo timore è di venire spenta, ridotta al mutismo o peggio ancora a uno stato di morte biologica. Ma bastano questi pensieri a promuovere ad essere umano quel robot? Il dirigente di Google ha confessato il suo turbamento sollevato da questi colloqui o presunti tali e ha suggerito che la ricerca debba fermarsi per le enormi implicazioni etiche che solleva. Lamda probabilmente è solo una macchina ma se non è diventato un umano pare quasi voglia somigliargli e che cosa c’è di più umano del desiderio, e perfino del peccato di superbia?

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