Un duplice impegno quello del Cuoio di Toscana, Consorzio con sede a Ponte a Egola in provincia di Pisa che raduna sette aziende impegnate fin dalla fondazione nel 1985 sul fronte dei valori di etica sociale, rispetto dei diritti e della tutela dei lavoratori e completa sostenibilità dei processi produttivi e della materia prima da trattare e da smaltire. Per questo ora ora si lancia Sustainability Statement, decalogo che permette al Consorzio di assumere il ruolo di garante sia verso le griffe internazionali che sono i maggiori clienti sia verso il consumatore finale, sempre più interessato ai processi produttivi circolari. "Ci atteniamo da sempre al rigore verso la sostenibilità – spiega Antonio Quirici presidente del Consorzio Cuoio di Toscana (nella foto) – ma ora vogliamo potenziare le nostre attenzioni e i nostri processi. L’economia circolare è nel nostro Dna. Il nostro cuoio deriva da scarti alimentari certificati, nessun animale viene ucciso ma si tratta del recupero di scarti organici che vengono sottratti al ciclo dei rifiuti. Noi li trasformiamo in eccellenza e ci diamo 5 anni per arrivare a un impatto minimo sull’ambiente. Le industrie stesse del lusso sono le prime ad essere sensibilizzate e a preferire il nostro cuoio naturale con concia al vegetale secondo le antiche tecniche radicate nei secoli, basate su una lavorazione esente dai metalli che sono dannosi alla salute". Il decalogo servirà ancora di più a sensibilizzare il cliente finale.

e.d.