Il nudo di Gian Lorenzo Bernini disegnato a sanguigna, datato fra 1630 e 1640
Il nudo di Gian Lorenzo Bernini disegnato a sanguigna, datato fra 1630 e 1640
Un disegno inedito dello scultore e architetto Gian Lorenzo Bernini (1598-1680), uno dei maestri del Barocco, è stato venduto al prezzo stellare di 1,9 milioni di euro nel corso di un’asta online della casa francese Actéon che ha sede a Compiègne, una ottantina di chilometri a nord di Parigi. Il disegno del XVII secolo ha...

Un disegno inedito dello scultore e architetto Gian Lorenzo Bernini (1598-1680), uno dei maestri del Barocco, è stato venduto al prezzo stellare di 1,9 milioni di euro nel corso di un’asta online della casa francese Actéon che ha sede a Compiègne, una ottantina di chilometri a nord di Parigi. Il disegno del XVII secolo ha stabilito il nuovo record mondiale per un lavoro dell’artista, secondo la casa d’aste.

Stimata tra 30mila e 50mila euro, l’opera realizzata tra il 1630 e il 1640, è stata aggiudicata per 1,3 milioni di euro, che con le spese di commissione ha portato il prezzo complessivo a 1.937.500 euro (ovvero 38 volte più della cifra di partenza). L’identità dell’acquirente non è stata ancora rivelata ma si tratta probabilmente di un collezionista angloamericano, come ha fatto sapere il banditore Dominique Le Coënt, convinto perciò che il disegno lascerà la Francia.

Si tratta di un nudo disegnato a sanguigna (56 x 42,5 cm), che è stato identificato come opera del Bernini da specialisti della casa d’aste francese solo pochi mesi fa in occasione dell’inventario di un’eredità di una casata aristocratica. L’opera si distingue per la sua estrema rarità poiché si unisce al corpus molto limitato dei lavori giovanili del celeberrimo autore del colonnato di piazza San Pietro in Vaticano: sono sette finora gli studi di nudo con modello dal vivo autenticati fino ad oggi.

Un esame dell’opera da parte della storica dell’arte Ann Sutherland Harris, specialista in pittura e disegno del XVII secolo, ha confermato ulteriormente questa attribuzione, confrontata con gli altre sette disegni di mano di Bernini, tutti custoditi in istituzioni museali.