di Lorenzo Frassoldati

Per i brindisi di fine anno di rigore le bollicine , che mai come quest’anno devono essere italiane, dal Prosecco all’Alta Langa, dalla Franciacorta al Trentodoc, dall’Oltrepò Pavese ai lambruschi metodo classico emiliani. Ma durante il pasto un calice di rosso fermo è di rigore, specie sui piatti (arrosti, bolliti, ecc) più di sostanza. Quindi ecco una sintetica guida (certamente non esaustiva) alla scelta di una bottiglia di rosso, in stretto legame coi vari territori e con un occhio al rapporto qualitàprezzo. Ma come scegliere un rosso? Alessandro Regoli, montalcinese doc, direttore Winenews.it (uno dei siti più seguiti del mondo del vino) la vede così: "Quando parlare di vino è il tuo mestiere, ti ritrovi ad assaggiare migliaia di bottiglie dei vari territori. Ad accomunarci tutti è il fatto che, una volta tornati a casa con una bottiglia, quella sarà per sempre la nostra "memoria". L’invito di WineNews è, quindi, quello di stappare i vini legati agli eventi più belli e alle persone con cui li abbiamo condivisi, per queste insolite feste". Ma stando in Toscana, quali sono i rossi delle feste per WineNews? Regoli ne sceglie quattro. Partiamo dal millesimo 2017 del Sassicaia di Tenuta San Guido, il rosso di Bolgheri più famoso al mondo (240 euro allo scaffale), "fine , succoso e invitante". Poi un altro super-classico, il Tignanello 2016 (77 euro) di Antinori, il ‘bordolese toscano’ per eccellenza, "pieno e leggiadro al sorso". Poi Montalcino col Brunello Il Poggione 2015 (37 euro), grande annata, "frutta rigogliosa e fragrante". Infine il Chianti Classico 2018 di Bibbiano (24 euro), "un vino tutto da bere". Se la Toscana è una delle vetrine più famose dei grandi rossi italiani base sangiovese, la Romagna del vino è cresciuta tanto negli ultimi vent’anni. Anche qui domina il sangiovese, ma lo stile è diverso. Provare per credere la Riserva Vigna del Generale di Fattoria Nicolucci (dai 27 ai 30 euro), un classico, come classico è il suo territorio (Predappio). Ci sono terre in cui il sangiovese dona finezza ed eleganza alla potenza del Sagrantino, come nel Montefalco Rosso Riserva 2016 di Arnaldo Caprai (circa 22 euro in enoteca) . Sul versante adriatico le Marche propongono grandi rossi come il Pélago di Umani Ronchi, un super-Marche che sposa le uve Montepulciano alla personalità del Cabernet sauvignon (25 euro on line).

Scendendo in Abruzzo troviamo i vini di Codice Citra ,eleganti e dall’ottimo rapporto qualitàprezzo, come il Caroso Riserva 2013, 100% uve Montepulciano d’Abruzzo (15 euro allo shop on line). Una Puglia del vino insolita è l’Alta Murgia e la doc Castel del Monte. Il Nero di Troia, varietà un po’ selvatica, si esalta nella Riserva 2015 Vigna Pedale di cantina Torrevento (13-15 euro), corpo, equilibrio e un bel frutto esuberante. Altra regione del vino tutta da scoprire è il Lazio dove Casale del Giglio esalta le potenzialità di un territorio ‘vergine’ come l’Agro pontino. Da provare il Petit Verdot, luminoso e fragrante, e il nuovo Matidia da uve Cesanese, succoso, di bel frutto (da 9 a 12 euro). Dall’Etna, denominazione assolutamente cool, rossi eleganti base Nerello mascalese. Da provare l’Etna Rosso di Donnafugata ‘Dea Vulcano’, sapido e intrigante (16 euro).E il ‘Sentiero delle gerle’ 2016 di Mandrarossa (14 euro), frutti rossi e spezie.