Turkmenistan: la 'Porta dell'Inferno'
Turkmenistan: la 'Porta dell'Inferno'

Nei giorni scorsi il presidente del Turkmenistan Gurbanguly Berdymukhamedov ha annunciato la volontà di spengere la cosiddetta 'Porta dell'Inferno', un cratere che brucia da ormai 50 anni nel deserto del Karakum, e che rappresenta una delle principali attrazioni turistiche del paese asiatico. Berdymukhamedov, che è a capo di un regime dittatoriale dal 2007, ha motivato questa decisione adducendo questioni economiche e ambientali. "Stiamo perdendo risorse naturali preziose da cui potremmo ottenere profitti significativi e che potrebbero servire per migliorare il benessere del nostro popolo", ha dichiarato sulla tv di Stato, aggiungendo inoltre che il cratere ha conseguenze negative "sia sull'ambiente che sulla salute delle persone che vivono nelle sue vicinanze".

Che cos'è la Porta dell'Inferno

Si tratta di un cratere di origine artificiale del diametro di 70 metri, situato nei pressi del minuscolo villaggio di Derweze, nel deserto del Karakum, una vasta area sabbiosa che copre circa il 70% del Turkmenistan. Nel 1971, in piena epoca sovietica, il crollo di una piattaforma di perforazione installata per cercare petrolio aprì una voragine nel terreno, causando la fuga di grandi quantità di gas naturale. Il timore che potessero diffondersi delle sostanze tossiche spinse i geologi ad appiccare un incendio, che nelle intenzioni avrebbe dovuto consumare tutto il gas e poi spegnersi nel giro di qualche giorno. I piani furono però disattesi: il cratere iniziò infatti a bruciare senza sosta, trasformandosi in quella che venne poi ribattezzata la "Porta dell'Inferno", un fenomeno unico al mondo e di riflesso anche una meta turistica via via sempre più famosa.

Sarà davvero la volta buona?

In realtà non è la prima volta che il governo turkmeno dichiara di voler spengere la Porta dell'Inferno per poter massimizzare lo sfruttamento dei giacimenti di gas naturale presenti nella zona. Nel 2010 Berdymukhamedov aveva già ordinato ai propri scienziati di trovare il modo per estinguere le fiamme, ma la cosa non ebbe seguito. Lo stesso Berdymukhamedov nel 2018 aveva rinominato il cratere, il cui bagliore è visibile di notte a chilometri di distanza, 'Lo splendore del Karakum'.