di Francesco Forni

Salto quantico per Tucson, il SUV medio di Hyundai, apprezzato nella serie uscente per stile e alto rapporto qualità-prezzo, cambia registro e sale di tono. Passi in avanti per forma e sostanza, con contenuti di qualità da alto di gamma: non a chiacchiere, ma con i fatti.

In 4,5 metri di lunghezza c’è la totale innovazione. Di stile con un design completamente nuovo definito dalla possente griglia anteriore con i fari a led incastonati. E di meccanica, con gruppi motopropulsori con alimentazioni ibrida, full e mild hybrid, benzina e diesel a scelta. Allo stesso modo l’abitacolo offre nuovi scenari. Gradevole e d’effetto la plancia digitale con i due schermi, entrambe da 10,2 pollici, per strumentazione e infotainment (compatibilità con Android Auto e Apple CarPlay), facilmente consultabile. Pratici i tasti a sfioramento: sono molti, ma tutti facilmente individuabili. Non c’è più la leva del cambio ma quattro tasti, anch’essi molto visibili.

Molto capiente il bagagliaio, che offre una capacità di carico sorprendente: 616 litri con 5 persone a bordo, 150 litri in più rispetto alla precedente generazione. Grazie alla maggiore altezza: pratiche anche le leve per ribaltare la seconda fila di sedili. Lo spazio a bordo è eccellente per quattro persone, in cinque più che accettabile. Oggetto del nostro test la versione top di gamma. La full hybrid benzina, che eroga una potenza di sistema di 230 cavalli. Ciò grazie alla sinergia del 1.6 turbo benzina (180 cv) che lavora con un sistema ibrido parallelo con il motore elettrico da 44 kW e al cambio automatico a sei marce. Sontuoso l’allestimento eXcellence con l’aggiunta del Premium Pack opzionale. Tucson ha confermato la sua, virtuosa, vocazione alla polivalenza. Un SUV votato all’efficienza e al comfort, ma con il plus di un pacchetto tecnologico, di sicurezza, intrattenimento e connettività, che rende la guida piacevole. Interni ben rifiniti, accogliente l’ottimo climatizzatore a tre zone, tanto efficiente quanto discreto con le bocchette di areazione indiretta, mai invasive per chi sta a bordo.

Ottimi i consumi nel percorso urbano, con percorrenze nell’ordine di 1718 kmlitro. L’ibrido s’è dimostrato efficienze, meglio di tante citycar. I consumi nel complesso sono intorno ai 15 kmlitro, replicabili sulle strade extra-urbane, potendosi anche avvicinare ai 17 kmlitro, mentre in autostrada l’ibrido paga dazio, a 1011 kmlitro. Si guida con grande piacere, gli ADAS che garantiscono l’assistenza alla guida di secondo livello, rendono ancora più rilassante e sicuro il viaggio. I 230 cv si fanno sentire e la souplesse fa la differenza.