La Tortellini Soverini nasce 21 anni fa da un doppio atto d’amore dell’amministratore delegato Stefano (il fondatore insieme al fratello Alberto). Uno verso la tradizione regionale della cucina emiliana e l’altro verso la figlia Alessia. "Facevo - spiega la genesi del marchio - il direttore vendite di aziende alimentari fuori regione per cui ero via da casa per molto tempo. Quando sono diventato padre ho voluto crearmi un’occupazione che non mi obbligasse a trascorrere lunghi periodi lontano dalla famiglia". Il risultato è lo stabilimento di via Due Portoni a Borgo Panigale (Bologna) da cui escono, grazie all’impiego di una quarantina di mastri pastai, le confezioni caratterizzate dalla presenza del leone simbolo di Bologna, con le Due Torri al fianco, su inconfondibile fondo rosso che si ritrovano in tutti i più prestigiosi punti vendita della piccola e grande distribuzione in Italia e all’estero. "Quando viaggiavo per le mie rappresentanze di pasta secca in giro per il Paese - continua Stefano -, mi accorgevo che Bologna e l’Emilia avevano perso l’appeal della patria della pasta fresca e ripiena, sorpassate da etichette lombarde e venete. Tramite la mia azienda ho voluto recuperare l’emilianità perduta, ripartendo dalle basi della tradizione che sono la sfoglia ruvida e i prodotti genuini della nostra terra, prosciutto crudo, mortadella e parmigiano". Oltre che puntare sulla qualità degli ingredienti ("Usiamo ancora la farina in sacchi e non stoccata in silos", specifica l’imprenditore), i Soverini (il fratello Alberto si occupa in particolare della produzione, mentre la figlia Alessia è specializzata nel packaging) hanno voluto presentare al mercato anche un prodotto finito che avesse tutte le sembianze di quello casalingo, cioé con la chiusura abbracciata e non pinzata come nelle altre realtà industriali.

"Ciò ha comportato che con un numero di dipendenti come il nostro - specifica Stefano -, altrove la produzione sarebbe stata dieci volte superiore". Fedele al target di una tipicità d’alta gamma, l’intera linea di produzione che comprende anche ravioli, tortelloni, passatelli, zuppa imperiale, garganelli, tagliatelle, gramigna. "I nostri dipendenti - spiega Stefano Soverini - provengono tutti da laboratori artigianali o a conduzione familiare, molte sono state sfogline, quindi non li definirei operai perché il loro non è un lavoro ma un mestiere che esercitano ancora con grande manualità", tiene a precisare l’amministratore delegato. Le feste natalizie sono il periodo dell’anno che più facilmente si associa al piatto di tortellini fumanti in brodo di cappone. "Il complimento che più amo sentirmi dire - rivela con un certo orgoglio Stefano Soverini - è che quando mamma o nonna non possono fare i tortellini, gli unici che possono reggere il confronto sono i nostri. Sapore genuino e tradizione sono gli stessi che caratterizzano il nostro lavoro". La difesa a oltranza dell’emilianità e dei tratti distintivi della sua cucina resterà la linea d’indirizzo di una produzione fortemente caratterizzata e riconoscibile: "Chiamiamola coerenza aziendale - ribadisce Stefano Soverini -, in ogni caso è la strada esattamente contraria a quella che porta alla globalizzazione del prodotto. Il nostro è un’icona della bolognesità e non abbiamo intenzione alcuna di derogare da etichetta e format che si sono imposti, nonostante la nostra relativamente recente apparizione sul mercato".

Il mantenimento di un cammino coerente con le radici e la filosofia originaria del progetto, non ha impedito tuttavia di compiere azzardi di marketing che tuttavia sono stati ampiamente premiati dai consumatori. "Per esempio stiamo riscuotendo grande successo - dice soddisfatto Stefano Soverini - con le latte dal gusto d’antan ripiene di tortellini freschi confezionati ad atmosfera modificata che contravvengono alla regola dell’imballaggio trasparente tipico di questo prodotto. L’idea è riproporre le scatole da viaggio che un tempo i visitatori che transitavano dalla nostra città acquistavano da portare a casa o in dono e dovevano conservarsi per tutto il tragitto. Il contenitore resta poi come oggetto d’arredo". Ma non è tutto perché per chi voglia assaggiare un florilegio di specialità della casa esiste anche il cofanetto in cartone che può contenere un assortimento delle paste Soverini. Perché l’arte dei mastri pastai merita più di un assaggio.