Nella terra del Sangiovese anche i bianchi hanno successo. E’ infatti un’estate in bianco quella da vivere in Romagna che è terra di mare ma anche di vino. Un’atmosfera estiva da assaporare con un calice in mano, come aperitivo o a tutto pasto, fermo o frizzante. E quale modo migliore di degustare la Romagna se non quello di immergersi nei suoi vini a bacca bianca, che hanno trovato nel Club dei Bianchi in Romagna il giusto modo per essere valorizzati e riconosciuti anche oltre i confini regionali. Dodici sono le cantine del Club in rappresentanza dell’intero panorama enologico della Romagna. E 12 sono i vini proposti per l’estate, uno per cantina, per assaporare il territorio in maniera diversa, attraverso un percorso che dall’imolese arriva sino al riminese. Il viaggio parte dalla parte alta della Romagna enologica, dall’Imolese, con due proposte di Albana metodo classico, quasi una rarità per il vitigno autoctono per eccellenza del territorio: Branchini con il suo ‘1858’, bollicina piacevole e armoniosa, mentre Fattoria Monticino Rosso propone il finissimo perlage del suo ‘Blanc de Blanc’ Pas Dosè. Rimaniamo nell’imolese e sempre nelle bollicine, Tenuta Merlotta candida ‘Prèdio’ la gran cuvèe brut, incontro di pinot nero e chardonnay, mentre Tenute d’Italia propone la freschezza del Pignoletto con il ‘Santerno’.

Nel territorio di Brisighella è un altro autoctono per eccellenza della Romagna a lasciare il segno: il Trebbiano. Fondo San Giuseppe lo valorizza con il ‘Tèra’ Docg Colli di Faenza da uve di due piccoli vigneti in collina, mentre Ballardini risalta la spensieratezza del vitigno con ‘Le case’ Romagna Dop. Rimaniamo in collina, a Castelbolognese, e andiamo a Tenuta Masselina con la sua eclettica Romagna Albana Docg versione secco che ben si adatta a tante tipologie di piatti. Il tour ravennate si chiude da Randi a Fusignano con il ‘Ramba’ Ravenna bianco Igt Igp ottenuto da uve Famoso, mentre Tenuta Uccellina a Russi propone ‘Biribèsch’ vino bianco frizzante ancestrale, da un antico vitigno locale conosciuto con il nome dialettale di Cavecia. Il percorso si snoda sulle colline di Bertinoro, da Celli, con il suo ‘Campi di Fratta’ Romagna Doc, un Pagadebit che nasce da uve tenaci come la tradizione contadina. Nel Cesenate Zavalloni propone l’Albana secco Docg Romagna con il suo bouchet di sentori floreali. Infine le colline del riminese con la splendida Tenuta Saiano raccontata da L’Animo, la Rebola dei Colli di Rimini Doc espressione delle altitudini influenzate dal mare.