di Barbara Berti "Educare i figli è un sacrificio, significa tirar fuori la loro personalità, perché non sono il teatrino dove mettere in scena i nostri desideri di adulti, le nostre proiezioni mancate. I genitori non possono modificare il carattere dei figli, piuttosto possono insegnare loro i comportamenti giusti". Parola di Lucia Rizzi, la tata più famosa della tv grazie al programma cult Sos Tata, che da stasera (ore 21,25 canale Nove) torna sul piccolo schermo...

di Barbara Berti

"Educare i figli è un sacrificio, significa tirar fuori la loro personalità, perché non sono il teatrino dove mettere in scena i nostri desideri di adulti, le nostre proiezioni mancate. I genitori non possono modificare il carattere dei figli, piuttosto possono insegnare loro i comportamenti giusti". Parola di Lucia Rizzi, la tata più famosa della tv grazie al programma cult Sos Tata, che da stasera (ore 21,25 canale Nove) torna sul piccolo schermo con la prima edizione italiana del format di successo internazionale Supernanny.

Secondo lei come sono cambiati i rapporti genitori-figli con il Covid?

"Per i genitori è più difficoltoso ma questo stare “più a casa” ha molti aspetti positivi a partire dal fatto che mamma e papà hanno più tempo per capire le vere necessità dei figli che non sono quelle di andare a fare l’aperitivo, la cena al ristorante o la colazione al bar. I bambini devono vivere la loro età e l’ambito familiare deve essere in grado di trasmettere una certa educazione".

L’uso della mascherina fin da piccoli e il distanziamento sociale possono influenzare la crescita dei bambini?

"I bambini vivono l’attimo: dire “la mascherina copre il viso e le sue emozioni” sono pensieri da adulti. I bimbi quando giocano si dimenticano di indossarla. Per quanto riguarda la scarsa possibilità di frequentare i coetanei credo che avranno tutto il tempo per recuperare. L’isolamento sta facendo più male agli adolescenti".

E la didattica a distanza quando influenza la crescita?

"Io insegno alle elementari e abbiamo tanto da recuperare! Dal punto di vista sociale e relazione credo che, col tempo, si possa ritrovare un certo equilibrio e magari rivalutare il modo di vivere".

La Dad ha ampliato tra i ragazzi l’uso di pc, tablet e smartphone: come si deve regolare un genitore?

"A 6, 7 anni usano la tastiera senza guardare e hanno disimparato a leggere e scrivere: non va bene, serve una sana rieducazione all’uso della tecnologia. Vanno messe delle regole ben precise, a partire dal tempo giornaliero da dedicare ai giochi al computer, a cellulare (che dovrebbe essere usato solo per chiamare) e tv. Certo è che se i genitori si mettono davanti alla tv per ore non danno un buon esempio". Insomma: regole ferree?

"Un bambino che segue delle regole è più sereno e sicuro di sé. Ma le buone abitudini le trasmettere l’ambito familiare".