Il tilacino si è estinto nel 1936 - Foto: ANSA/EPA/KATHRYN MEDLOCK
Il tilacino si è estinto nel 1936 - Foto: ANSA/EPA/KATHRYN MEDLOCK

Il tilacino è probabilmente il più famoso animale estinto dal Novecento a oggi: l'ultimo individuo di cui si abbia notizia è morto nel 1936 nello zoo di Hobart, in Tasmania. Della specie restano alcune foto, un breve video sgranato in bianco e nero e qualche decina di esemplari (o più spesso solo parti) conservati nei musei. Si sa pochissimo quindi della sua morfologia, delle sue abitudini e dei suoi comportamenti. Si è tramandata l'immagine di un predatore vorace di medie dimensioni, che si pensava cacciasse prede molto più grosse di lui, forse agendo in branco come i lupi. Ma adesso un nuovo studio scientifico lo ha ridisegnato: la temibile tigre della Tasmania sarebbe stata molto più piccola di quanto ipotizzato finora.

I ricercatori della Monash University hanno calcolato che il tilacino in realtà pesava in media solo 17 chili, circa la metà dei 30 delle stime classiche. Fra maschi e femmine esisteva inoltre una significativa differenza di massa: 19,7 chili di media contro 13,7. Il nuovo computo deriva dalla combinazione di tecniche di misurazioni tradizionali e di scansioni e ricostruzioni 3D, a partire dalla più ampia analisi di campioni museali mai condotta, che ha incluso 93 fra esemplari impagliati, scheletri e dozzine di singole parti del corpo.

Come riportano gli studiosi, la tigre della Tasmania era al di sotto della soglia dei 21 kg oltre la quale è più probabile che i carnivori diano la caccia a prede di grossa taglia. Al contrario, quindi, il tilacino si nutriva di prede più piccole. "Ricalcolare le dimensioni del tilacino cambia il modo in cui guardiamo alla sua posizione nell'ecosistema australiano, perché quello che un predatore può (e necessita di) mangiare dipende strettamente da quanto è grande", spiega uno degli autori, Douglass Rovinsky; "Molte delle notizie sui giornali dell'Ottocento probabilmente erano solo esagerazioni, scritte per fare sembrare il tilacino più grosso, impressionante e pericoloso" di quanto non fosse davvero.



Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B.


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