The Bridge: che stile!. Valori del Made in Italy e alta qualità artigiana

di Eva Desiderio E’ un marchio ’con l’anima’. Perché ’The Bridge’ è un’azienda italiana di pelletteria artigianale fondata nel 1969 a...

E’ un marchio ’con l’anima’. Perché ’The Bridge’ è un’azienda italiana di pelletteria artigianale fondata nel 1969 a Firenze e che da allora non ha mai perso la strada di uno stile unico, da sempre sostenibile, di tradizione vera e sguardo puntato sul futuro. La sua è una storia di materiali eccellenti e lavorazioni sapienti che esprimono il valore del ’Made in Italy’ attraverso borse e accessori per lei e per lui caratterizzati dall’eleganza naturale e senza tempo del cuoio toscano, conciato al vegetale e lucidato a mano.

Dal 2017 il brand a tutta natura e eccellenza nei processi produttivi è entrato a far parte del Gruppo Piquadro, voluto e ’coccolato’ dal fondatore e presidente Marco Palmieri. Radicato nel mondo dell’artigianato e della tradizione conciaria toscana, The Bridge usa solo pelle ‘pieno fiore’, la parte più superficiale e pregiata del manto, che è più morbida al tatto, ma anche più resistente ai graffi.

La concia di questi pellami è un processo interamente naturale perché basato solo sull’utilizzo di sostante vegetali e una tecnica antichissima che si tramanda di generazione in generazione nella regione di Santa Croce sull’Arno dove si trova il distretto conciario più rinomato a livello internazionale. Come stile di punta c’è la selleria con tutta la sua sapienza con la tecnica del ’marcapunto’ che enfatizza le cuciture e definisce il disegno. Anche la timbratura a secco, la finitura con cera a caldo dei bordi delle costole, le fibbie e le parti in metallo sono i dettagli artigianali che rendono riconoscibile ogni modello The Bridge.

Da poco è stata riaperta con il nuovo layout in legno e ottone brunito la boutique di Firenze, in via Vacchereccia proprio davanti a Piazza Signoria e a Palazzo Vecchio, uno spazio unico al mondo per prestigio di posizione e rispetto dei valori dell’artigianalità che affondano nella tradizione d’arte della capitale del Rinascimento. Qui sono esposte in questi giorni di feste le borse e le cartelle e la piccola pelletteria della collezione di questo inverno 2023-2024, tutte creazioni ideate dalla stilista di The Bridge Elena Grappiolo che sta lavorando con passione all’interpretazione contemporanea della tradizione.

Il brand ha visto delle recenti aperture a Milano, in Galleria Vittorio Emanuele, a Taipei, e a Bologna all’Archiginnasio, a testimonianza dell’energia e del dinamismo del marchio che appartiene orgogliosamente al Gruppo Piquadro che ha chiuso il fatturato 2022-2023 a 175, 6 milioni di euro, di cui 31 con The Bridge a più 23,4% ( che rappresenta per vendite il 17,7% del fatturato totale).

Tra i prodotti di punta per queste festività c’è la limited edition della borsa Lucrezia per Nove25xThe Bridge, subito esaurita, e testimone per la terza volta dell’intesa tra la pelletteria d’arte e la gioielleria contemporanea del brand milanese. Nei modelli del marchio di Marco Palmieri (che ha acquisito anche Lancel, nome di punta della moda parigina di pelletteria) c’è un’idea di lavorazioni certosine e certificate, il rispetto del lavoro artigiano, la tenacia di tramandare lavorazioni che altrimenti andrebbero perdute, e un approccio di slow living che pervade ogni modello, lontano anni luce dal lusso troppo ostentato di troppe griffe internazionali che puntano più al profitto che alla qualità.

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