Come per altro prevedibile, quattro mesi di riposo non sono bastati. La famosa spiaggia tailandese di Maya Bay era stata chiusa il primo giugno ( come abbiamo raccontato qui) per permettere all'ecosistema devastato da milioni di turisti di riprendersi. La riapertura era prevista in questi giorni, ma le autorità hanno deciso di prolungare la serrata a data da destinarsi: un anno come minimo, probabilmente di più.

I TURISTI COME GLI UNNI
Prima di fare da set al film 'The Beach' con Leonardo DiCaprio, girato qui nel 1999, la favolosa spiaggia dell'isola di Koh Phi Phi Leh era pressoché sconosciuta al turismo di massa. Dopo il film, è diventata una delle più frequentate e calpestate della Thailandia, con un afflusso quotidiano di cinquemila persone e duecento barche.

Le istituzioni locali l'hanno sfruttata senza ritegno per anni, restii a rinunciare all'imponente giro di affari milionario che generava, prima di arrendersi all'evidenza che una tale orda di bagnanti stava causando danni enormi alla spiaggia, alla vegetazione di mangrovie e alla barriera corallina. E così, prima che la situazione superasse il punto di non ritorno, il Dipartimento dei parchi nazionali e della conservazione ha deciso all'inizio per la chiusura provvisoria, poi per quella a tempo indefinito.

I TEMPI DI RECUPERO
Come ha dichiarato Songtham Sukswang, il direttore dell'Ufficio dei parchi: "La chiusura di quattro mesi non è stata sufficiente. Serviranno almeno un anno o due affinché l'ambiente possa ristabilirsi". Il danno più pesante riguarda la barriera corallina: si stima che l'80% sia andato distrutto a causa del passaggio delle barche, dell'inquinamento e delle creme solari. È stato inoltre avviato un programma di recupero della barriera, grazie all'innesto di migliaia di nuovi coralli.


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