Tex e Gabriella Contu (foto archivio Ansa)
Tex e Gabriella Contu (foto archivio Ansa)

Milano, 4 dicembre 2018 - Prima donna a cimentarsi con la creazione di una storia di Zagor, Gabriella Contu ha ottenuto un altro primato: è la prima donna ad avere scritto e sceneggiato un soggetto delle avventure di 'Tex Willer', il fumetto italiano più popolare e più longevo, creato 70 anni fa da Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini. Con la storia breve 'La casacca magica' disegnata da Lucio Filippucci (all’interno del 'Color Tex' uscito a fine novembre) Contu, 44 anni, di origine sarda cresciuta in Piemonte, entra così nel novero degli autori di un fumetto da sempre considerato molto “maschile” sia per i protagonisti che per il mondo degli appassionati.

"Certamente – dice Contu– la maggior parte dei lettori di Tex è composta da uomini, ma ci sono anche donne, oppure la mia è una famiglia strana". 

In che senso?

"Mia madre, io e le mie sorelle leggevamo Tex e guardavamo film western, un genere ritenuto maschile. Magari non eravamo noi a comprarlo, ma lo leggevamo".

Com’è stato, comunque, approcciare una saga in cui le donne hanno poco spazio?

"È vero che le donne sono un po’ sottorappresentate in Tex, ma lo sono in generale nel genere western. È un genere narrativo che fatica a raccontare le donne, a parte i soliti stereotipi della prostituta, la cantante di saloon oppure le pistolere. Eppure, le donne hanno costruito ilWest proprio come gli uomini".

E da lettrice le dava fastidio, questo?

"Sinceramente, quando leggevo Tex non mi ponevo il problema".

E oggi?

"Adesso le cose stanno cambiando, negli ultimi anni i personaggi femminili stanno trovando più spazio nelle storie".

Quali sono i fumetti con i quali è cresciuta?

"All’inizio Topolino e Il Giornalino. Poi, le serie della casa editrice Bonelli hanno avuto un ruolo importante nella mia formazione".

Come autrice si è cimentata anche con Dylan Dog.

"È un fumetto molto diverso da Tex, parla dell’oggi e affronta questioni che toccano tutti".

La storia breve che ha realizzato vede un flashback su Kit, il figlio di Tex, quando era un ragazzino. È lui il suo personaggio preferito della serie?

"La scelta nasce dal fatto che nella serie, tra il momento in cui Kit è bambino e il momento in cui è un giovane uomo, c’è uno spazio narrativo da riempire. In realtà, il personaggio più simpatico è Kit Carson, ma quello che mi intriga di più è Tiger Jack: emerge poco, ma quando lo fa emerge bene e si capisce che ha tante cose da raccontare".

Adesso, il sogno è cimentarsi con una storia lunga di Tex?

"Mi piacerebbe, ma Tex è un personaggio molto difficile da affrontare, ha un canone molto particolare dal quale non può uscire. Anche Zagor e Dylan Dog hanno canoni precisi che non puoi stravolgere, ma Tex è un’altra cosa. Zagor e Dylan Dog possono sbagliare, Tex no e scrivere una sua storia ti pone di fronte a un colosso. Tex è inossidabile".