Anche nel campo dell’industria alimentare la storia è quasi sempre scritta al maschile. Anche se dietro le quinte sono spesso le donne delle famiglie di imprenditori e pionieri a portare in dote capacità gestionali, spirito d’iniziativa, fatica e acrobazie per conciliare famiglia e lavoro. Maria Sabina Villani rappresenta la quinta generazione di una dinastia di salumieri, che affondano però la loro origine proprio in un intreccio di parentele e matrimoni tra antenati che vedono le donne come portatrici del seme del business applicato a un’artigianalità mai tradita. "A metà Ottocento - riannoda i fili - i salami Cavazzuti erano i più buoni d’Italia. La mia trisavola era una Cavazzuti e un’altra Cavazzuti sposò un Maletti". Insomma, l’avvento nella galassia Villani dell’antica produzione Maletti che nel Novecento ha rifornito le case reali di mezza Europa, Savoia compresi, e ha portato i sapori padani di Modena e dintorni sulle tavole più titolate, è stato un po’ come il ritorno alle origini, all’antico, a una fratellanza che non era solo di comuni intenti lavorativi ma anche di consanguineità vera e propria. L’operazione di acquisizione del marchio avviene nel 2004 insieme con lo storico stabilimento di Castelnuovo Rangone che aveva urgente bisogno di aggiornamento tecnologico. "Le loro ricette erano ottime, ma i macchinari per elaborarle dovevano cambiare per mantenere la qualità storica". Maria Sabina ha però fatto un passo ulteriore trasformando il brand Maletti in una via lattea di prodotti di altissima qualità da commercializzare con il sigillo di un nome che è sinonimo da sempre di selezione accurata e prestigio internazionale.

"Acquisire spesso equivale a deprezzare - non si nasconde la triste verità la Villani - o a fare un’operazione eminentemente finanziaria. Noi no, abbiamo mantenuto Maletti nella sua nicchia protetta e, ascoltando mio padre, ho seguito la sua regola delle 4 P. Nel linguaggio corrente del marketing stanno per place, product, publicity e price, per noi tutte e quattro stanno per prodotto. Perché se è eccezionale non ha bisogno di pubblicità, di produzione e distribuzione mirate. È però anche vero che Maletti e Villani non potevano farsi concorrenza e allora ho pensato ancora una volta di attingere dalla tradizione di Maletti che vantava almeno duecento codici di preparazioni gastronomiche per potenziare l’aspetto degli accordi con i piccoli artigiani con marketing e distribuzione scarsi, per vivificarli e alzare il loro fatturato a cifre inimmaginabili. Com’è successo per un pastificio di Vignola che faceva ravioli e tortelloni e ora ha variato e ampliato le referenze su mio input".

Perché l’intraprendente Villani ha nel dna l’inventiva accompagnata da un gusto ben coltivato dalla passione per la cucina e la biologia di cui ora si sta giovando nelle indicazioni sulle modifiche delle ricette dei partner per trasformarle in prelibatezze assolute e senza concorrenza. "Una metodologia che applico a ogni prodotto. Dai formaggi di bufala ai pecorini sardi. Adesso, per esempio, sono vicina al lancio del gorgonzola e la selezione avviene tra il produttore più antico, il più piccolo e il più familiare". Trenta novità l’anno per la felicità dei piccoli dettaglianti che con un solo fornitore si portano in bottega delizie del palato che nessun altro può offrire in unico ordinativo e con, a monte, una selezione altrettanto accurata su una molteplicità di prodotti.