11 gen 2022

Il tasso affamato scopre un antico tesoro romano

In Spagna alcuni archeologi hanno trovato circa 200 monete d'oro con il supporto di un aiutante decisamente insolito

Un esemplare di tasso europeo
Un esemplare di tasso europeo

Un tesoro risalente all'epoca romana, tra il III e il V secolo d.C., è tornato alla luce in Spagna grazie al lavoro di un "archeologo" sui generis. Il merito della scoperta, che è stata descritta sulla rivista Journal of Prehistory and Archaeology, è infatti da attribuire a un tasso affamato, che stava setacciando il terreno alla ricerca di cibo.

L'antico bottino include circa 200 monete provenienti da varie province del Tardo Impero romano, tra cui Antiochia, Salonicco e Costantinopoli. Giacevano sul pavimento della grotta de La Cuesta, nella regione delle Asturie, dove sono state rinvenute da un team di ricercatori dell'Università autonoma di Madrid, durante un sopralluogo effettuato nell'aprile 2021. Secondo gli studiosi, che hanno definito il ritrovamento "eccezionale", le monete erano state estratte dal sottosuolo alcuni mesi prima, all'inizio dello stesso anno. Il tasso, che grazie alle sue enormi unghie è un abile scavatore, era probabilmente a caccia di insetti da stanare: all'epoca in Spagna imperversava la tempesta di neve "Filomena" e le condizioni atmosferiche estreme avevano reso ancora più difficile per gli animali trovare qualcosa da mettere sotto i denti.

Gli archeologi ipotizzano che le monete fossero state nascoste (e poi dimenticate) nella grotta de La Cuesta in un "contesto di instabilità politica", successivo all'invasione dei Svevi, un popolo germanico proveniente dalla zona del Mar Baltico, che si spinse nella parte nord-occidentale della penisola iberica nel corso del V secolo d.C.

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