L'antica medicina dei druidi potrebbe essere la soluzione per combattere i superbatteri
L'antica medicina dei druidi potrebbe essere la soluzione per combattere i superbatteri


Forse i nuovi antibiotici per sconfiggere i superbatteri resistenti ai farmaci sono più facili da trovare rispetto a quel che si pensa. Una scoperta di un team di ricercatori della Swansea University Medical School nel South West Wales, nel Galles, mette in luce come sotto i nostri piedi si trovi un nuovo ceppo di batteri curativi che potrebbe risolvere molti problemi causati dai superbatteri. Si tratta sorprendentemente di elementi raccolti nell'Irlanda del Nord, presso un sito in cui si svolgevano riti druidici molti secoli fa.


ANTIBIOTICI KILLER
Il nuovo ceppo di batteri è stato nominato come myrophorea e fa parte del genere Streptomyces, che gli scienziati conoscono per le proprietà curative già utilizzate in una vasta gamma di farmaci. Si tratta di un elemento-scudo che ha la capacità di impedire la crescita di alcuni dei più cattivi insetti in circolazione. Dagli esami del team gallese sembra che questo nuovo ceppo sia efficace contro quattro dei sei agenti patogeni resistenti agli antibiotici, incluso lo stafilococco MRSA, che si è evoluto al punto da resistere ad antibiotici come quelli che contengono la penicillina e le cefalosporine.


LA TERRA MIRACOLOSA
La myrophorea sembra avere la capacità di inibire la crescita dei batteri più ostici da debellare. E sembra che una delle cause di questa proprietà sia il terreno particolarmente alcalino del Fermanagh, una particolare zona dell'Irlanda del Nord, utilizzato dai sacerdoti gaelici per secoli per i loro riti e per creare intrugli per usi terapeutici, come ad esempio il mal di denti. Insomma i druidi avevano già capito due millenni fa, e ad aumentare la suggestione si aggiunge il fatto che il terreno di coltura di questo ceppo fa parte dell'area della chiesa del Sacro Cuore di Boho.
Si dice che gli antichi prelevassero pezzi di terra da questa zona e, una volta curate le malattie, li riponessero al loro posto dopo l'utilizzo.


I RITI ANTICHI PER LE MEDICINE DI OGGI
"I nostri risultati mostrano che il folclore e le medicine tradizionali meritano di essere investigate nella ricerca di nuovi antibiotici", afferma il biologo molecolare Paul Dyson. E se consideriamo che le vittime della resistenza agli antibiotici stanno aumentando (con previsioni nefaste da qui al 2050), potrebbe essere un suggerimento da non sottovalutare. Ora il gruppo di ricerca, dopo la pubblicazione dello studio su Frontiers in Microbiology, procederà ai test.