I problemi tecnologici sono una grossa fonte di stress sul lavoro
I problemi tecnologici sono una grossa fonte di stress sul lavoro

Internet che va lentissimo, un programma che si blocca, oppure, perché no, un bel crash di sistema, e intanto la scadenza si avvicina e il capo è in pressing. Chiunque lavori al computer (e a maggior ragione in questo periodo di smart working causa Covid-19) vive nell'ansia che un contrattempo del PC gli guasti la giornata. La tecnologia dovrebbe aiutarci a vivere meglio, e invece a volte diventa un ostacolo: Dell Technologies ed EMOTIV, azienda attiva nel campo delle neuroscienze, hanno condotto una ricerca per quantificare lo stress causato dai problemi tecnologici, e viceversa quanto un'attrezzatura efficiente possa migliorare la produttività.
 

Tecnologia buona vs. tecnologia cattiva

L'esperimento ha coinvolto un campione di adulti di diverse età, genere e competenza informatica. Calati in un ambiente che riproduce quello di lavoro, hanno dovuto svolgere compiti complessi con la pressione di tempi stretti, motivati da una ricompensa in base a quanto riuscivano a portare a termine. Alcuni avevano a disposizione un "computer buono", a elevate prestazioni ed equipaggiato di tutto punto, altri invece si sono dovuti arrangiare con un "computer cattivo", inaffidabile, lento e appositamente minato da bug. Mentre lavoravano, sono stati misurati i loro livelli di stress, concentrazione e frustrazione.
 

Lo stress per i problemi tecnologici

I risultati della simulazione hanno mostrato che le complicazioni al PC colpiscono duro: chi è costretto a lavorare tartassato da problemi tecnologici raggiunge un livello di stress doppio rispetto a chi può lavorare senza intoppi, e in aggiunta impiega molto più tempo a sbollire l'agitazione. Situazione sicuramente spiacevole per il lavoratore, ma non fa piacere nemmeno al datore di lavoro: nello scenario "computer cattivo" la produttività e la qualità della prestazione calano in media del 30%. Paradossalmente l'effetto negativo risulta accentuato sulle generazioni più giovani (in questo caso chi aveva meno di 26 anni): dato che si aspettano che la tecnologia funzioni, quando non succede finiscono per innervosirsi di più e lavorare peggio dei senior.
 

I vantaggi di una tecnologia che funziona bene

Se invece tutto fila liscio e senza intoppi e possiamo concentrarci solo sui nostri compiti, la musica cambia. Secondo lo studio, quando abbiamo a disposizione un computer aggiornato, stabile e dotato di software e servizi di supporto adeguati, la resa di una giornata lavorativo può aumentare anche del 37%. E si evita di sprecare fino a 23 minuti di tempo all'ora, che nell'arco di una settimana lavorativa di quaranta ore si traducono in un risparmio di 15 ore.