Il monumenro risalente al neolitico scoperto in Polonia
Il monumenro risalente al neolitico scoperto in Polonia

Roma, 30 dicembre 2019 - Una prova decisiva per attestare che nell’Europa centrale, lungo il corso di grandi fiumi, a partire da oltre 7000 anni fa, si è sviluppata una progredita civiltà stanziale, capace di influenzare società successive più sviluppate. È di pochi giorni fa la notizia del ritrovamento di una struttura colossale, di forma circolare, risalente al neolitico (4500 a. C.) e sita nella regione a Nord Ovest della Polonia, non distante dall’ampio bacino del fiume Vistola.
Un monumento importante che può essere spiegato solo come insignito di una funzione religiosa, quasi magica: venne usato nel periodo preistorico, per circa 250 anni anni, per riti religiosi e astronomici, come ci fa capire il confronto con vestigia simili successive, a iniziare da Stonehenge, in Inghilterra, che evidentemente rappresenta l’apice di una tipologia sacra già invalsa da secoli e di cui il reperto appena trovato potrebbe essere il capostipite.
Nei pressi della cittadina di Nowe Objezierze, poco lontano dalla città di Cedynia, il monumento è stato avvistato per la prima volta da Norbert Pająk, archeologo amatoriale che si diletta di fotografia aerea, nel 2015, che dall’alto del proprio parapendio esplorava tutta la regione per conto della locale Sovrintendenza ai beni culturali.

La scoperta vera e propria risale, però, al 2016, allorché l’archeologo e ricercatore universitario Marcin Dziewanowski analizzò le foto di Pajak e una serie di immagini satellitari di Google Maps: nelle foto aeree (alcune agli infrarossi) i contorni del recinto apparivano definiti, tanto da essere associati al mistero dei cerchi nel grano (la pianura della Vistola è intensamente coltivata). Le prime analisi per la datazione della struttura prontamente scavata sono state effettuate nel 2017, quando un team di scienziati dell’Università di Szczecin ha effettuato le rilevazioni con il carbonio 14; il risultato è stato clamoroso: il recinto circolare con le basi ancora ben conservate risalgono addirittura a un periodo tra il 4800 e il 4500 a.C.

Il monumento di pianta circolare ha dimensioni considerevoli: si presenta con un diametro di 110 metri, una dimensione notevolmente superiore a Stonehenge, è costituito da quattro fossati esterni, tre palizzate rotonde e tre porte che conducono all’area centrale. Attraverso una serie di piccoli scavi e analisi non invasive, gli studiosi stanno ora cercando di determinare la funzione che quest’area ebbe in antico e inizia a farsi largo un’ipotesi accreditata: un santuario circolare con un certo numero di camere; o, ancora più verosimile, una sorta di osservatorio della volta celeste per misurare lo scorrere del tempo e delle stagioni (una specie di gigantesco calendario, proprio come dovrebbe essere Stonehenge).
Fino a oggi sono almeno 130 i santuari (o gli osservatori per misurare il tempo) scoperti nell’Europa centrale, tra la Polonia, la Germania e la Repubblica Ceca, lungo la Vistola e il Danubio, proprio dove oltre 7000 anni orsono si costituì un’antica civiltà capace di dare vita, tra l’altro, a un sistema di scrittura non ancora decifrata.

L’area archeologica appena scoperta in Polonia si differenzia per le ingenti dimensioni e per le caratteristiche dei fossati e della zona centrale che, sembra, fosse successiva ai primi. Ogni fossato, spiegano gli studiosi, è stato realizzato a una distanza temporale di dodici anni e presenta un diametro sempre più grande man mano che si va verso l’esterno.
Ora la ricerca si baserà sulla presenza di eventuali reperti che possano datare con maggiore precisione la struttura, e precisarne le esatte funzioni nel corso dei secoli: quel che già appare è che per un lungo periodo il probabile santuario-osservatorio è stato un punto nodale per la vita sociale e religiosa delle comunità che qui si sono succedute.