Classe e comfort. E uno stile sportivo e garbato per lei e per lui. Per andare al mare, in pattino o in super yacht, a seconda della fortuna, del censo e delle occasioni. Senza dimenticare la passione, specie quella per la vela o per la tavola da surf. Celebre l’amore per le sue barche da parte del presidente americano John Fitzgerald Kennedy che ne ha avute molte, tutte bellissime, e la più cara è stata Victura, la barca a vela in legno di 25 piedi che lo ha visto veleggiare quando aveva 15 anni. JFK ha lanciato anche uno stile, ancora imitatissimo: pantaloni chiari in chinos, polo, felpe, occhiali Ray-Ban modello Wayfarer, calzini candidi e scarpe da barca blu, leggeri giubbotti antivento, bermuda e camicia candida. Con lui l’inimitabile Jackie, spesso in blu oceano, sempre col fazzoletto di cotone vezzoso legato dietro la nuca a tenerne ferme le chiome. In molti ancora oggi si ispirano nei look marinari a questa coppia del mito.

Indispensabile e unisex la maglietta di cotone a righe marinare, come quelle onnipresenti nelle collezioni di Jean Paul Gaultier o come quelle sbarazzine e classiche di Petit Bateau. Pratici i costumi da bagno, in tessuti che si asciugano in un attimo, lunghi al ginocchio che stanno bene a tutti, anche a quei signori che non hanno proprio il fisico perfetto: Vilebrequin ne propone in tinta unita e in fantasia, molto simpatica quella battezzata Tortues. Per lei in barca meglio optare su un costume intero, magari monospalla che fa subito chic, nelle proporzioni sobrie perché non c’è bisogno per forza di spingere sulle tendenze sexy. Per il bikini più ridotto come per lo slip c’è il tempo del bagno di sole, e solo allora si potrà sfoggiare un bel cappello di paglia, altrimenti addio a ogni bellezza per i colpi di vento. Meglio un cappellino di cotone con visiera necessaria e un po’ antirughe, meglio se trattenuto dietro da un elastico. Sempre a portata di mano una sacca, non solo quella per salire a bordo che si caccia in ogni posto utile, ma anche un semplice sacchetto di cotone leggero (magari con le proprie cifre) da tenere sempre con sé. E la sera via col caftano etnico che ricorda vecchi viaggi come col pareo più originale a motivi paisley o uno scialle di cachemere come quelli di Faliero Sarti che si trasformano in abito da sera da barca con un semplice nodo sopra al seno.

Unisex anche la salopette giallo lavori in corso che ti copre fino sul petto per “lavorare” a bordo, coi tasconi comodi come quella di Sebago, brand che ha nel dna l’amore per la vita di mare. Nato nel 1946 a Westbrook in Maine (Usa), il brand Sebago prende il nome dal vicino lago che in lingua indiana Abenaki significa “bacino d’acqua dalla forma allungata”. Lo stesso anno nasce il celebre mocassino Penny Loafer cucito a mano come da tradizione indigena. La prima scarpa da vela è del 1948 e nel 1965 si comincia a vendere anche in Europa. Nel 1970 si lancia il modello da vela Docksides altro bestseller del brand, anche questo unisex. Celebri le sponsorizzazioni di importanti regate e gare. Oggi (e dal luglio 2017) Sebago è nel portafoglio del gruppo Basic Net, ed è distribuito in 90 mercati. Nel 2018 la scarpa ideale da barca partecipa alla settima edizione della Perini Navi Cup.

Altro brand per appassionati del mare è Paul & Shark, marchio che ha a cuore la sostenibilità, e per questo punta molto sul cotone organico. Fondato da Paolo Dini nel 1975, dal nome del vascello ottocentesco che faceva la spola tra le Americhe e l’Inghilterra. A questo è stato aggiunto il nome Yacthing e per simbolo si è puntato sullo squalo. Un anno fa la collaborazione con Greg Lauren artista americano poliedrico con una capsule collection. Per questa primavera-estate Paul & Shark punta sull’ecologia e sui processi produttivi a basso impatto ambientale, col progetto Save the sea per l’impiego di plastica post-consumo nella realizzazione di una giacca totalmente ecosostenibile. All’interno dei capi spalla è presente una tasca realizzata con tessuto di acciaio in fibra e resina metallica che permette di schermare il corpo dalle onde elettromagnetiche proteggendo dall’elettrosmog. Nessuna goccia poi entra nel tessuto della linea Typhoon, con giacche a vento leggerissime e traspiranti.