L’attesa più grande è per la nuova location del flagshop store di New York che, dopo anni e anni, da Park Avenue si sposta a giugno prossimo sulla 57esima strada. Uno store da 300 metri quadri. E forse questo è il segnale più potente che arriva dalla maison di moda maschile Stefano Ricci che ha ripreso a correre con le sue meravigliose e preziose collezioni in ogni mercato del mondo, con evidentissimi successi proprio in America. Le cose vanno benissimo anche a Miami, Bevrly Hills e Las Vegas. Dopo lo stop per la pandemia, il lusso internazionale si è riorganizzato: alla forte flessione corrispondono ora successi capaci di illuminare l’universo della bellezza e della perfezione stilistica e produttiva. La maison Stefano Ricci ne è l’esempio più limpido. "Facciamo poche cose ma le facciamo bene – racconta Stefano Ricci nella Stanza dei Giganti – e l’augurio più grande che mi sento di fare al nostro Paese è che conservi la manifattura e il vero Made in Italy, il suo ineguagliabile genio, che preservi l’eccellenza del lavoro nella moda, senza sfruttamento e delocalizzazioni con la tutela sociale e la sostenibilità di prodotto che sono i nostri primi valori aziendali". Non ha dubbi lo stilista-imprenditore che partecipa da sempre a Pitti Uomo, ha fondato il Classico Italia ed è stato visionario e appassionato presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana.

Un’impresa di famiglia, di una grande famiglia: la moglie Claudia Ricci è il braccio destro che segue tutte le produzioni mentre nei figli Niccolò, amministratore delegato, e Filippo, direttore creativo, c’è la sintesi perfetta di cosa voglia dire un’azienda italiana ancora tutta in mano al fondatore. Con orgoglio, rispetto al vero Made in Italy, perché le collezioni di Stefano Ricci sono prodotte interamente in Italia, nella sede delle Caldine, sotto Fiesole (Firenze), nell’headquarter moderno e raffinato e in una serie di laboratori nell’hinterland.

Si presentano il look e il video girato nei luoghi magici della corte dei Gonzaga, per la collezione Stefano Ricci dell’autunno-Inverno 2022-23 che esprime al massimo l’eccellenza e la contemporaneità del brand. "Qui a Mantova tutto profuma di bellezza e arte – spiega Filippo Ricci, direttore creativo della Stefano Ricci – e si respira ancora la dimensione umana del vivere. Per questo il nostro viaggio nei tesori d’Italia riprende da qui, dal Palazzo Ducale al Teatro Bibiena, da Sabbioneta a Palazzo Te. Qui dove sono nati Virgilio e Verdi, Vivaldi e Mantegna e dove a soli 13 anni si è esibito Mozart. Luogo ideale per ambientare il viaggio onirico nell’eccellenza della nostra nuova collezione e nel messaggio vivo della voglia di tornare a vestire in modo elegante che contagia sempre più i giovani".

Sorridono soddisfatti del lavoro e dei successi di tanti anni Stefano e Claudia Ricci sul piccolo palcoscenico del settecentesco Teatro dei Bibiena dove accolgono i 25 ospiti dal mondo per un pranzo esclusivo e raffinato al suono dei violini di un ensemble al femminile. E tornano in mente le immagini del video sull’eleganza di Stefano Ricci con i cappotti double in grigio e marrone, vera sorpresa del guardaroba maschile del prossimo inverno, leggeri e pratici, poi i bluson di vicuna e coccodrillo nabuk dal peso impalpabile, il montone Lacon con l’intero leggero, le giacche pratiche e impeccabili foderate di seta che sono il segno inconfondibile dei disegni di Stefano Ricci che ama eseguirli tutti a mano nello studio in azienda come nella residenza di campagna e di caccia a Firenzuola. Pantaloni affusolati con la coulisse, tute per il tempo libero in cashemere, e su tutto torna la vicuna, ’fibra degli dei’, che contraddistingue la preziosa qualità dei capi della maison.

"Il mondo è tornato a ruggire – spiega l’ad Niccolò Ricci a Palazzo Te dove è iniziato il viaggio nelle bellezze di Mantova – da luglio la moda ha ricominciato a muoversi alla grande e negli ultimi tre mesi ecco l’exploit delle vendite. Abbiamo vari progetti in pista a cominciare da New York. Il prossimo anno la nostra azienda, che realizza all’estero il 95% del fatturato, aprirà negozi monomarca a Odessa, in Ucraina; ad Ashgabat in Turkmenistan; a Bishkek in Kirghizistan; a Kuala Lumpur in Malesia; a Bangkok in Thailandia. La Cina per noi rappresenta il primo mercato col 25%, poi l’Europa col 22%, il Nord America col 20%, Russia e ex repubbliche sovietiche col 19%, Far East col 9% e Medio Oriente col 4%".

Nei primi nove mesi dell’anno in corso la maison Stefano Ricci ha messo a segno una crescita del 64% che proietta il fatturato 2021 a 120 milioni di euro. "Nel 2022 saliremo a 150 milioni, tornando ai livelli pre-Covid", conferma lo stesso Niccolò Ricci.