Foto: Eivaisla / iStock
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Sprechiamo quasi un miliardo di tonnellate di cibo all’anno. A rivelarlo è l’ultimo rapporto dell’Onu sullo spreco alimentare (il Food Waste Index Report 2021) che, secondo gli esperti, consiste nella valutazione globale più completa di sempre sugli sprechi alimentari, una delle grandi piaghe della società moderna con delle ripercussioni spesso sottovalutate anche a livello ambientale.

Quanto cibo spreca una persona ogni anno

Secondo il report delle Nazioni Unite, ogni persona spreca in media 74 chilogrammi di cibo all’anno. In Regno Unito, per rendere l’idea, il cibo ancora commestibile che annualmente ognuno butta via potrebbe sfamare una famiglia per otto pasti interi. Nell’immaginario collettivo si pensa che a sprecare le maggiori quantità di cibo siano i ristoranti e i supermercati, ma la stima dell’Onu mostra che “solo” il 17% dei rifiuti commestibili proviene dalle attività commerciali. Lo spreco alimentare si verifica in prevalenza nelle abitazioni private, ma anche nelle fattorie e nelle catene di approvvigionamento. Un terzo del cibo che viene prodotto per essere destinato ai supermercati e ai negozi, scrive l’Onu, non viene mangiato.

L’impatto ambientale degli sprechi alimentari

Gli sprechi alimentari annullano gli sforzi che si fanno per aiutare le persone che soffrono di malnutrizione (ogni giorno muoiono di fame 15mila bambini sotto i 5 anni, secondo uno studio del 2018 pubblicato su Nature) o che non hanno le risorse economiche per permettersi una dieta sana ed equilibrata. Inoltre, sottolinea l’Onu, questa problematica ha un impatto ambientale molto serio: la dispersione di cibo commestibile causa circa il 10% delle emissioni globali di gas serra, specialmente per via degli sprechi all’interno degli allevamenti intensivi. Idealmente, se lo spreco alimentare fosse una nazione, sarebbe più inquinante di Cina e Stati Uniti d’America. “L’impatto ambientale degli sprechi alimentari è tristemente sottovalutato”, si legge sul report dell’Onu. Ognuno di noi, quindi, può concretamente aiutare l’ambiente evitando di sprecare cibo.
Un altro aspetto interessante emerso dal rapporto delle Nazioni Unite riguarda il fatto che i livelli di spreco alimentare erano “sorprendentemente simili” in tutti i paesi, indipendentemente dalle loro condizioni economiche. "La riduzione dello spreco alimentare abbasserebbe le emissioni di gas serra, rallenterebbe la distruzione della natura e aumenterebbe la disponibilità di cibo, portando un risparmio di denaro in un periodo di recessione globale. Le imprese, i governi e i cittadini di tutto il mondo devono fare la loro parte", ha ricordato Inger Andersen, capo dell’UN Environment Programme.