Dior primavera-estate 2022
Dior primavera-estate 2022
di Eva Desiderio Esplorare territori nuovi, ritornare con i defilè in presenza dopo quasi due anni di forzato distacco dalle passerelle e dai loro riti. Per la primavera-estate 2022 sono tornati a sfilare a Parigi tanti nomi di primo piano, e ieri è stato il giorno di Dior con il tocco fatato ma modernissimo e concreto di Maria Grazia Chiuri, prima donna e perfino italiana a guidare l’atelier di Avenue Montaigne e quella corazzata del lusso che fa capo al Gruppo Lvmh. "Questi ultimi tempi sono stati molto impattanti per me e per tutti noi del fashion – spiega Maria Grazia Chiuri –, e ho riflettuto sulla moda. Tornare a sfilare in presenza è necessario, ma con performance anche musicali e col pubblico che anche lui entra come protagonista dello show. La...

di Eva Desiderio

Esplorare territori nuovi, ritornare con i defilè in presenza dopo quasi due anni di forzato distacco dalle passerelle e dai loro riti. Per la primavera-estate 2022 sono tornati a sfilare a Parigi tanti nomi di primo piano, e ieri è stato il giorno di Dior con il tocco fatato ma modernissimo e concreto di Maria Grazia Chiuri, prima donna e perfino italiana a guidare l’atelier di Avenue Montaigne e quella corazzata del lusso che fa capo al Gruppo Lvmh.

"Questi ultimi tempi sono stati molto impattanti per me e per tutti noi del fashion – spiega Maria Grazia Chiuri –, e ho riflettuto sulla moda. Tornare a sfilare in presenza è necessario, ma con performance anche musicali e col pubblico che anche lui entra come protagonista dello show. La sfilata diventa performance, un gioco, con musiche e canzoni dal vivo. Non si poteva ricominciare come se niente fosse accaduto!".

Ancora una volta la direttrice creativa di Dior, pioniera di una intelligente visione femminista della moda che parte anche dalla cultura e dall’arte, prende ispirazione di una protagonista della scena romana degli anni Sessanta come l’artista Anna Paparatti, animatrice della Roma delle gallerie come L’Attico e La Tartaruga, pittrice visionaria alla quale Chiuri ha chiesto di immaginare il set di oggi sotto l’immenso tendone innalzato alle Tuileries dove hanno trovato posto 1000 persone per ammirare l’estate 2022 di Dior. La passerella si trasforma in opera d’arte coloratissima ispirata al Gioco del Nonsense (2021) della Paparatti, con le modelle che sfilano a spirale e sembrano danzare. Anni Sessanta di nuovo alla ribalta, come quelli divertenti, scandalosi e vip del Piper di Roma o del Palace di Parigi, e riscoperta da parte di Maria Grazia Chiuri dello stile “Slim Look” (1961) di Marc Bohan direttore creativo di Dior dal 1958 per circa trent’anni.

"Bohan ha portato la maison sul territorio del Pop – spiega Chiuri –. Lui introduce il colore e silhouette slanciate e quasi minimal. In sintonia con la mia idea di pulizia, di attitudine sportiva nel vestire che segue i tempi, perché con lo sport, e col colore, le donne si emancipano".

Ed ecco una collezione Dior molto grafica, accesa da abiti a trapezio e minigonne e giubbottini a fasce color-block, tra tailleur neri coi bermuda e giacche a scatola, shorts, gonne a pieghe, scarpe basse di vernice, completi da boxeur di raso portati con minuscole bag da palestra. Giallo, rosso, verde, marine, arancio e framboise per soprabiti di ottoman essenziali quanto potentemente eleganti, il corto a segnare la nuova contemporaneità del vestire. Se è vero che cambiare il mondo vuol dire anche cambiarsi d’abito l’operazione DiorChiuri appare felice e riuscita. Soddisfatto dei risultati della maison il presidente Pietro Beccari che ricorda l’impegno di Dior per rivegetalizzare con tanti abiti nuovi piantati il parco delle Tuileries. "Non mi piacciono le celebrities in passerella, difendo il lavoro delle modelle – conclude Maria Grazia – rivendico di essere in questo un po’ all’antica. Io lavoro solo col mio staff, le collaborazioni con altri colleghi non mi interessano".

A sera al Trocadero altro cambio di scena con cascate d’acqua su modelle e pubblico e la fantasia sfrenata di Anthony Vaccarello direttore creativo di Saint Laurent che ha in Francesca Bellettini la sua presidente e ceo, a rappresentare la potenza del gruppo Kering. Stavolta Anthony immagina di vestire lui stesso, dopo il Maestro, una musa come Paloma Picasso, la donna e l’artista che dall’incontro con Yves ha generato una rivoluzione estetica. "Da quell’incontro con Paloma – dice Vaccarello – Yves Saint Laurent non ha fatto più moda, ma stile". Seduzione e desiderio di emancipazione si incontrano, eleganza sovversiva, inventiva disinvolta e precisa. Per donne che giocano con il mascolino glamour.