Il Trono di Spade, stagione 1 episodio 9 (Foto: HBO)
Il Trono di Spade, stagione 1 episodio 9 (Foto: HBO)

Los Angeles, 11 aprile 2019 - La segretezza. Il mistero. Quando si parla di creazioni artistiche, è quasi un obbligo. Un drappo nasconde il dipinto, finché non è mostrato al pubblico. Ma oggi – in un’epoca in cui basta fare una foto con lo smartphone e in un istante può vederla o il mondo – la segretezza è diventata più difficile, e ancor più preziosa.

Il trono di spade, la cui vicenda si concluderà con la sua ottava stagione tv fra poco – verrà trasmessa dal 14 aprile negli Usa e in contemporanea in Italia su Sky Atlantic e in streaming su SkyGo in Italia alle 3 di notte del 15, poi in italiano dal 22 – è stato vittima di spoiler da sempre. Nel 2017 un hacker rivelò quasi tutto della settima stagione, compresi colpi di scena e morti importanti. 

I produttori, scottati da quella esperienza, si sono fatti ancora più rigidi per prevenire ogni fuga di notizie. Nikolaj Coster-Waldau, Jaime Lennister nella serie, ha raccontato di "livelli folli" di segretezza, copioni che si "autodistruggevano" appena finite le riprese: "Quando avevi fatto la scena, semplicemente il file svaniva". In un’intervista, Sophie Turner (Sansa Stark), ha detto che sul set in Irlanda del Nord sono stati usati dei "cacciatori di droni", sistemi capaci di disabilitare i droni e costringerli ad atterrare o filmare nei pressi dell’aeroporto di Belfast, proprio perché zona vietata ai droni. 
 
A Santa Monica, in California, c’è un grande salone che è come un bunker, con tutte le finestre oscurate. Per entrare ti scannerizzano l’impronta digitale, perché lì dentro ci sono informazioni top secret. E non si tratta di segreti federali. È la stanza degli sceneggiatori della nuova serie tv Amazon ispirata al Signore degli anelli. Un culto della segretezza che fa quasi paura, roba da Guerra fredda. Ma perché, poi. Dopo tutto, la serie di Amazon è basata su libri vecchi di ottant’anni, letti da 150 milioni di persone, e già portati sullo schermo da film di enorme impatto popolare. Che cosa c’è da nascondere? Eppure, sembra che la rivelazione del più infinitesimale dettaglio possa essere fatale. Descrivere un nuovo costume è uno spoiler? Il titolo di un episodio lo è? Vero è che i fan sono sempre più ossessivamente dediti a scoprire ogni possibile indizio sulla trama prima che i film e le serie entrino in programmazione. C’è chi studia i trailer per scoprire se rivelino – involontariamente – dettagli importanti sulla trama. Ci sono siti dedicati esclusivamente a questo. C’è persino una parola a indicare il tema: "spoiler culture". 
 
Le grandi cas di produzione usano tattiche da film di spionaggio: tecnologie anti-droni, scene finte girate per depistare i curiosi, addirittura falsi cameo di attori. A volte, l’ossessione per la sicurezza magari non è necessaria, ma è diventata una specie di status symbol. E addirittura, grandi case come Amazon, Disney a Marvel hanno capito che anche la segretezza genera interesse e fa pubblicità. 
 
Misure estreme sono state prese anche per difendere Avengers: Endgame, sequel di Infinity War, in uscita il 22 aprile a Los Angeles, e in Italia il 24 aprile. In questo caso, riguardano gli attori: Robert Downey jr., cioè il protagonista Iron Man, ha detto di essere stato coinvolto nella scrittura di false scene, mentre Tom Holland – Spider-Man – ha ricevuto un copione pieno di scene false, proprio per la sua "propensione" a rivelarne i dettagli durante le interviste.